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Le sette piaghe del sud

Nel territorio dell’Unione Europea vi sono molte aree che hanno avuto problemi di forte insediamento criminale, gravi arretratezze economiche, labilità dello stato di diritto,  ma nessuno Stato della Comunità, tranne l’Italia, ha sul suo territorio questi problemi tutti insieme. Dallo storico Occidente che ha fondato l’Unione, ai nuovi paesi d’Oriente, inclusi dopo il disfacimento dell’Impero Sovietico, nessuno convive con questi flagelli. Dopo il tramonto della mafia marsigliese, il passaggio alla legalità dell’ETA e dell’IRA, la sconfitta del terrorismo armato in Germania, le uniche zone a sovranità limitata, dove il monopolio della forza si è trasformato in duopolio (un condominio tra Stato e crimine) è il Meridione d’Italia. Delle diseguaglianze nello sviluppo economico, nella qualità della vita, nel reddito pro capite e del compito di colmarle si occupa la Comunità Europea con programmi miliardari destinati alle regioni cosiddette sotto soglia. All’inizio della nuova programmazione solo due grandi macro aree restano sotto […]

Il passo del gambero del meridione d’Italia

Il rapporto dello Svimez, ripreso per alcuni giorni da tutta l’informazione italiana, sottolinea, senza però investigare una sola causa, quello che chiunque viva al sud ha ben chiaro: si sta peggio di dieci anni fa e l’emigrazione è oramai un pellegrinaggio di massa verso le Terre Sante del Nord. Le crude cifre del rapporto registrano dopo un secolo l’aumento della distanza tra le due Italie. Così mentre la Germania a venticinque anni dall’unificazione ha raggiunto l’obiettivo di far convergere il suo Est ai livelli del più sviluppato Ovest, l’Italia insegue l’identico obiettivo da 155 anni con quasi nessun risultato.

Al Sud esportiamo intelligenze e importiamo burocrati

Al Sud esportiamo intelligenze e importiamo burocrati. Da quando la crisi internazionale ha toccato l’Italia, le diseguaglianze tra le due parti del Paese si sono accentuate. E mentre nel passato si creavano appositi ministeri e istituti finanziari, oggi si prende atto di una diversità cronica, quasi etno-antropologica, e si tira avanti. Come nelle colonie degli imperi europei di fine ‘800, al Sud si inviano commissari con mandati precisi: ridurre a burattini in scena gli eletti dal popolo e mettere sotto controllo i bilanci. Il caso della Sicilia che da anni appalta a un esponente estraneo al territorio la gestione del suo bilancio con la prona accettazione dei media locali e della classe pseudo dirigente autoctona, la dice lunga. La mortalità delle imprese in Sicilia supera la natalità. Le professioni autonome si inabissano per sopravvivere alla pressione fiscale e alla crisi riparando nella clandestinità e sfuggendo ai rilievi che infatti mostrano […]