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Fine vita. Il ministro D’incà sollecita l’azione del Parlamento

È da oltre un anno, da quando cioè la Corte Costituzionale si è sostituita al legislatore dichiarando di fatto superato l’articolo 580 del Codice penale che punisce l’aiuto al suicidio in determinate condizioni, che il Parlamento cerca, senza troppa voglia, di arrivare a un punto di approdo. Eppure la Corte era stata chiara, assegnando un anno per dare vita a un nuovo impianto legislativo. Bene ha fatto il ministro D’Incà a porre il problema, annunciando opera di “moral suasion” nei confronti del Parlamento, perché renda legge i principi contenuti nella sentenza della Suprema Corte. La commissione Affari Sociali della Camera dei deputati ha lungamente lavorato a un testo condiviso, da cui si può, in tempi brevi, ripartire: si tratta con coraggio di buttare il cuore oltre l’ostacolo e far approdare la proposta di legge in Aula. Il Comunicato dell’@associazione_luca_coscioni: https://bit.ly/2N5g42q