Portavoce alla Camera dei Deputati

La repressione senza fine della Turchia

Luglio 2016/Luglio 2020 – Quattro anni fa dietro quel pasticcio dei militari il vero golpe di Erdoğan che ha imbavagliato la democrazia turca.

Quello che da  quattro anni avviene in Turchia è un golpe moderno, che non ha bisogno dei carri armati e che quattro anni fa si manifestò con la defenestrazione di gran parte del corpo giudiziario di quel paese, il bavaglio alla stampa, la criminalizzazione del dissenso, le modifiche alla Costituzione per modellarla a immagine e somiglianza del leader.  I carri armati del 2016 furono la rappresentazione teatrale dei vecchi golpe resi inutili dai nuovi.

La transizione incruenta verso gli autoritarismi avviene per gradi più o meno ravvicinati e questo disorienta le opinioni pubbliche democratiche, pronte a levarsi in forti proteste contro i golpe militari ma incapaci di riconoscere la pericolosità delle pratiche di concentrazione del potere, esautorazione dei controlli, bavaglio alle critiche spesso scambiati per necessari o caratteristici della storia di quei paesi.

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