Fase 3. Decreto Rilancio: a Palermo e Napoli imprenditori vessati da burocrazie comunali.

Insieme ad alcuni colleghi del M5S ho presentato un’interrogazione rivolta al Ministro dello Sviluppo economico, a proposito delle farraginose procedure burocratiche adottate dai comuni di Palermo e Napoli per le concessioni di occupazione di suolo pubblico ovvero di ampliamento delle superfici già concesse agli esercenti (ristoranti, bar…) previste dal Decreto Rilancio (art. 181, comma 3).

Contrariamente al dettato normativo che prevede una robusta e sostanziale semplificazione e sburocratizzazione delle procedure, questi Comuni, a differenza di molti altri che stanno ben applicando la norma, chiedono agli esercenti di allegare alla domanda di ampliamento di suolo pubblico, oltre ai documenti indicati nel decreto, anche una perizia asseverata, con aggravio di costi sui titolari di imprese di pubblico esercizio e titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzo di suolo pubblico.

Per queste ragioni abbiamo chiesto al Ministro Patuanelli di chiarire se l’atteggiamento di questi Comuni non sia, com’è evidente, del tutto incoerente con la ratio normativa e con le indicazioni fornite dall’ANCI stessa e se il Governo intenda, per evitare ulteriori errate interpretazioni e ricadute sugli imprenditori, adottare delle linee guida a livello nazionale per chiarire alle amministrazioni locali spirito e finalità della norma.

TESTO DELL’INTERROGAZIONE

Al Ministro dello Sviluppo economico – Per sapere – premesso che:

Il decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34 (art. 181, comma 3) ha previsto, al fine di favorire la ripresa delle attività economiche italiane rimaste sospese per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, la semplificazione del regime autorizzatorio in materia di occupazione di suolo pubblico, ovvero di ampliamento delle superfici già concesse introducendo, a tal fine e per un periodo transitorio che va dal 1 maggio al 31 ottobre 2020, una procedura speciale per mezzo di un’istanza da inviare per via telematica all’ufficio competente dell’ente locale; la norma contenuta nel comma 3, art. 181 del decreto legge 34/2020 introduce direttamente deroghe alle disposizioni statali e regolamentari già adottate dal Comune ed è, pertanto, di immediata applicazione; l’ANCI, con la Nota di indirizzo art. 181 D.L. n. 34/2020, Prot. n. 41/VSG/sd, chiarisce che “ il combinato disposto dell’articolo 181 e dell’articolo 264 commi 1 e 2 in materia di semplificazioni dei procedimenti amministrativi e di ampliamento delle fattispecie oggetto di autocertificazione, introduce uno speciale procedimento autorizzatorio che pur non snaturato nella sua natura giuridica di procedimento fondato sulla verifica del possesso dei requisiti necessari in capo ai soggetti richiedenti potenzialmente aventi diritto al beneficio, ammette che ciò possa configurarsi anche nel caso di una domanda fatta con autocertificazione ex articolo 46 e 47 del DPR 445”; pertanto, il comma 3, dell’art. 181 D.L. 34/2020, oltre a introdurre un beneficio economico, innova profondamente il procedimento autorizzatorio per l’occupazione di suolo pubblico, nella lettura in combinato disposto con l’altra norma del decreto contenuta nell’art. 264, attraverso l’adozione previsioni legislative di forte semplificazione dei procedimenti amministrativi; alcuni comuni come ad esempio Roma, Bari, Milano, Bologna, Firenze, Lecce, Brescia, Padova, hanno già adottato le disposizioni previste all’art. 181 del D.L. n. 34 del 19.5.2020 e, conseguentemente, predisposto relativa istanza/modulo che prevede, di allegare all’istanza la sola planimetria in deroga al D.P.R. n.160/2010 e alla normativa in materia di imposta di bollo di cui al D.P.R. n.642/1972; comuni come Palermo (Delibera di Giunta n. 122, 30 maggio 2020) e Napoli, invece, hanno stabilito che gli istanti devono allegare alla domanda di ampliamento di suolo pubblico, oltre ai documenti indicati nell’art. 181 sopra citato, anche una perizia asseverata, con aggravio di costi sui titolari di imprese di pubblico esercizio e titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzo di suolo pubblico; la previsione della perizia asseverata, non prevista nel Decreto Rilancio, e da allegare all’istanza ex comma 3, art. 181 D.L. 34/2020, si pone  in contrasto con la finalità della norma de qua, che ha l’evidente scopo di semplificare la procedura amministrativa in essere e rispondere alle finalità socio-economiche eccezionali che si sono presentate a seguito della pandemia, attraverso l’adozione di misure atte a ristorare gli esercenti di pubbliche attività delle perdite subite a seguito del lungo periodo di lockdown. –

se il Governo consideri coerenti con la ratio del “decreto rilancio”, l’approccio adottato da parte delle amministrazioni comunali di Palermo e Napoli; se il Governo intenda adottare delle linee guida valide in tutto il territorio nazionale, per rendere esplicite agli enti locali destinatari delle previsioni normative citate, la ratio della norma e le sue finalità, tra cui la semplificazione amministrativa e la sburocratizzazione, scoraggiando l’adozione di procedure che aggravino l’iter autorizzatorio in materia di occupazione di suolo pubblico ovvero di ampliamento delle superfici già concesse e comportano un ulteriore aggravio di spese per gli italiani esercenti pubbliche attività.  

FIRMATARI:

Cosimo ADELIZZI, Alessandro AMITRANO, Iolanda DI STASIO, Silvana NAPPI, Leonardo PENNA, Adriano VARRICA, Virginia VILLANI

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