Cosa sta accadendo in Bielorussia

Molti si stanno chiedendo cosa sta succedendo in Bielorussia.

Per poter spiegare il perché delle proteste dobbiamo fare un piccolo passo indietro, dobbiamo ritornare al periodo della diffusione del coronavirus. Infatti, la Bielorussia è stata molto segnato dalla gestione fallimentare della pandemia dovuta al Covid-19 e dalla profonda recessione economica. Il presidente Lukashenko ha definito la pandemia una “psicosi”, quindi negando l’esistenza del virus e conseguentemente non ha adottato nessuna misura di contenimento e facendo aumentare la diffusione del virus. Anche se è Lukashenko ha scelto l’approccio negazionista per affrontare la pandemia, l’economia ha comunque risentito delle misure adottate dai paesi limitrofi per fronteggiare l’emergenza sanitaria, tanto che la Bielorussia è caduta in una profonda recessione. Basti pensare che il salario medio in Bielorussia si aggira intorno a 500 dollari, lo stesso valore che aveva nel 2010. Contemporaneamente Putin ha dovuto ridurre i sussidi economici verso il paese, prima a causa della crisi petrolifera del 2014 e adesso anche dell’impatto del coronavirus sull’andamento economico interno. Naturalmente queste non sono le uniche cause alla base delle proteste, ma le rimostranze maggiori sono per l’assenza di uno stato di diritto e la continua violazione dei diritti civili. L’assenza di democrazia ha fatto si che l’opposizione si è raccolta attorno a tre donne, tra le quali spicca Sviatlana Tsikhanouskaya, la moglie di un attivista arrestato lo scorso maggio, appoggiata dalla moglie di un altro candidato arrestato, Valery Tsepkalo e dal capo della campagna elettorale di un candidato escluso dalle elezioni, Viktar Babaryka. Il risultato delle elezioni del 9 agosto, secondo le opposizioni palesemente manipolato, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

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