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La guerra elettronica che sta cambiando il mondo

I due milioni di voti popolari che la Clinton ha avuto in più rispetto a Trump echeggiano i 500 mila di Al Gore nel 2000. Entrambi i candidati democratici avrebbero vinto le elezioni in una competizione diretta senza il meccanismo del collegio dei grandi elettori. Ma le scelte in democrazia si muovono in conseguenza delle regole. E anche se l’elettorato non ha plebiscitato Trump gli ha tuttavia assicurato un ampio vantaggio tra i delegati che lo eleggeranno il lunedì dopo il secondo mercoledì di dicembre.

Rifiuti in Sicilia: il fallimento di una classe dirigente

Ancora una volta la Sicilia registra un primato negativo, ancora una volta occupiamo i vertici della trascuratezza, dell’abbandono, del tirare a campare. E’ trascorso appena un mese dal devastante incendio da”primato” che ha incenerito boschi e campagne siciliane che un’altra emergenza occupa i notiziari dei disastri: la Sicilia è sommersa dai rifiuti.

I due golpe

Il fallito golpe di una frazione dei militari turchi ha dato il via al dispiegarsi accelerato dell’altro golpe che da anni era in atto. Un golpe moderno che non ha bisogno dei carri armati e oggi si conclama con la defenestrazione di gran parte del corpo giudiziario di quel paese, il bavaglio alla stampa, la criminalizzazione del dissenso, le modifiche alla Costituzione per modellarla a immagine e somiglianza del leader, la proposta di introdurre la pena di morte.

Roghi d’autore e colpevoli inerzie

  di Aldo Penna Nonostante gli studiosi proclamino con forza che l’autocombustione in natura non esiste, a ogni incendio ci si interroga se la natura ha voluto punire con il fuoco questi umani peccatori o se invece dei diavoli travestiti da uomini vogliono le fiamme per rendere un inferno luoghi altrimenti bellissimi.

La primavera araba e l’eredità di Obama

Sette anni fa il discorso di Obama pronunciato all’Università del Cairo forniva l’ispirazione a una serie di sollevazioni spontanee che nella semplificazione giornalistica sarebbe stata chiamata primavera araba. Sette anni dopo, quelle fiammate piene di speranze si sono trasformate in cenere o, è il caso della Siria, in fuoco distruttore che ha disintegrato un grande paese e dato il via a un’ondata migratoria che preme e penetra dentro i confini dell’Occidente continentale mettendo a serio rischio la decennale politica di integrazione e accoglienza che ha caratterizzato l’Unione Europea. “Io sono qui oggi per cercare di dare il via a un nuovo inizio tra gli Stati Uniti e i musulmani di tutto il mondo; l’inizio di un rapporto che si basi sull’interesse reciproco e sul mutuo rispetto; un rapporto che si basi su una verità precisa, ovvero che America e Islam non si escludono a vicenda, non devono necessariamente essere in […]

Le sette piaghe del sud

Nel territorio dell’Unione Europea vi sono molte aree che hanno avuto problemi di forte insediamento criminale, gravi arretratezze economiche, labilità dello stato di diritto,  ma nessuno Stato della Comunità, tranne l’Italia, ha sul suo territorio questi problemi tutti insieme. Dallo storico Occidente che ha fondato l’Unione, ai nuovi paesi d’Oriente, inclusi dopo il disfacimento dell’Impero Sovietico, nessuno convive con questi flagelli. Dopo il tramonto della mafia marsigliese, il passaggio alla legalità dell’ETA e dell’IRA, la sconfitta del terrorismo armato in Germania, le uniche zone a sovranità limitata, dove il monopolio della forza si è trasformato in duopolio (un condominio tra Stato e crimine) è il Meridione d’Italia. Delle diseguaglianze nello sviluppo economico, nella qualità della vita, nel reddito pro capite e del compito di colmarle si occupa la Comunità Europea con programmi miliardari destinati alle regioni cosiddette sotto soglia. All’inizio della nuova programmazione solo due grandi macro aree restano sotto […]