Catania, tolti i figli a dodici mafiosi e trafficanti. La svolta in Sicilia del giudice minorile Di Bella

I giudici minorili spesso intervengono per sottrarre i minori alle famiglie di origine quando si palesa un deficit affettivo, educativo o alimentare. Ma la decisione del giudice minorile del tribunale di Catania farà scuola e riceverà il sicuro plauso di uomini come Nicola Gratteri, perchè è noto come i clan criminali considerano i loro figli designati a succedergli, destinati ad ereditare i loro imperi criminali e il loro destino di carcerieri, nelle peggiori delle ipotesi morti ammazzati. Molte madri hanno spesso invocato un altro destino per i loro figli e il fatto che questo grido di aiuto sia stato raccolto non può che essere positivamente giudicato e auspichiamo divenga pratica diffusa. In Calabria, in Campania e in Sicilia, centinaia di ragazzi superata l’adolescenza, ma anche prima sono introdotti alle pratiche criminali spesso indotti a commettere omicidi come rito di iniziazione, rompere questo maleficio diviene non solo un obbligo, ma anche un dovere per le istituzioni che vogliono spezzare il contagio criminale tra le generazioni.

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