Francesca Pitti

56 articoli

Le nuove frontiere della mafia: le estorsioni all’amministrazione pubblica

Il nuovo meccanismo è più raffinato: si serve degli strumenti consentiti dalla legge, legge che viene piegata ai voleri di questo nuovo agire mafioso, e ha come risultato l’uscita dalle pubbliche casse di ingenti risorse che vanno ad arricchire la nuova mafia. I meccanismi attraverso cui la mafia opera, come ci insegna la recente sentenza su Mafia Capitale, possono prescindere anche dalla dimensione militare, ma conseguire ugualmente i risultati che l’aggregato mafioso si prefigge, cioè l’arricchimento personale. Una delle nuove modalità che sta imperversando negli ultimi anni ha come protagonisti il metodo mafioso e come coprotagonisti la corruzione di uno o più funzionari pubblici e come passaggio ultimo l’esborso di molti milioni da parte delle amministrazioni. Questo metodo non viene applicato agli appalti o alle estorsioni come avveniva un tempo: qui non si avvicina più l’imprenditore per non farlo partecipare ad una gara o il vincitore di una gara per pretendere una tangente […]

Antimafia sociale, antimafia culturale: come resuscitarla?

Da qualche anno, l’antimafia sociale vacilla, confusa e frastornata. Senza il rilancio dell’antimafia sociale e di conseguenza culturale non sarà possibile aggredire e disarticolare davvero la solida presa del complesso mafioso. Sottrarre l’impresa al controllo del racket. Per questo occorre darsi alcuni ambiziosi obiettivi. Quando si parla di antimafia oggi occorre qualche spiegazione in più. Abituati al bianco e nero, ai buoni e ai cattivi che stavano separati gli uni dagli altri, per anni si è nutrita l’illusione, tra i cittadini, di una facile distinzione tra i campioni civili e i loro avversari. Negli ultimi anni, abbiamo constatato amaramente che purtroppo così non è più (o non è forse mai stato): certa antimafia si è trasformata in un sistema pericoloso, come la mafia stessa, mentre quest’ultima incitava i propri aderenti ad una vera e propria opera di infiltrazione e inquinamento dei movimenti antimafia, soprattutto antiracket, per mimetizzarsi e tentare di ingraziarsi le forze […]

Il potere, i media e la paura delle “notizie bufale” o “fake news”

Un tempo i cospiratori si radunavano in riunioni segrete e attraverso volantini facevano girare le idee di liberazione e riscatto. I volantini di ieri sono divenuti i post di oggi e le riunioni carbonare, le bacheche collettive invase da reportage fotografici e filmati che raccontano verità che il potere non può più filtrare. Notizie bufala o fake news sembrano essere divenute la nuova frontiera del dibattito politico. Abituati al classico circuito dei media di carta, radiofonici o televisivi, gli attori politici, economici e istituzionali sono rimasti tramortiti dall’affermarsi irruento di un nuovo modo di prodursi dell’informazione. Finora ha dominato un sistema verticale: un fatto accaduto o in procinto di accadere, un’opinione manifestata o annunciata usciva dall’ambito circoscritto ed era raccontata da un sistema che “mediava” la notizia tra il suo prodursi e l’essere conosciuta. Nei sistemi primitivi notizia e conoscenza erano simultanei perché l’assemblea riunita conosceva le disposizioni che riguardavano la […]

Come la “crisi” dei migranti in Italia dovrebbe trasformarsi in opportunità.

Considerare i migranti una risorsa e non un costo: invece che metterli nei centri d’accoglienza, facciamogli ripopolare i borghi e le campagne abbandonate. Le grandi migrazioni nella storia si sono rivelate vantaggiose per il paese di accoglienza, quando quest’ultimo ha deciso di integrarli: così fu per i Goti di oriente cui l’Impero Romano aprì le porte consentendogli di resistere per lunghi decenni alle pressioni dei barbari alle sue frontiere o, restando a fatti a noi più vicini, la biblica migrazione degli italiani nel nuovo mondo In Italia sono presenti, secondo dati aggiornati al 2017, circa centottantamila migranti, tutti allocati nei vari centri di accoglienza, strutture spesso gestite in modo discutibile, ambienti che piuttosto che favorire l’inserimento sociale e l’integrazione, con questa palese segregazione, finiscono con l’essere semmai covi criminogeni, che invitano a condotte trasgressive.   Come l’esperienza del Cara di Catania, percepito anche dalle comunità circostanti come luogo parassitario Occorre invece rapidamente immaginare […]

L’Unione Europea e le sette piaghe del Sud Italia

Sette piaghe da cui nessun faraone ci libererà. Solo la consapevolezza di essere liberatori di se stessi può portare il Sud Italia a scuotersi dal giogo di pavidi cavalieri che sulla paura hanno costruito le loro fortune. Nel territorio dell’Unione Europea vi sono molte aree che hanno avuto problemi di forte insediamento criminale, gravi arretratezze economiche, labilità dello stato di diritto,  ma nessuno Stato della Comunità, tranne l’Italia, ha sul suo territorio questi problemi tutti insieme. Dallo storico Occidente che ha fondato l’Unione, ai nuovi paesi d’Oriente, inclusi dopo il disfacimento dell’Impero Sovietico, nessuno convive con questi flagelli. Dopo il tramonto della mafia marsigliese, il passaggio alla legalità dell’ETA e dell’IRA, la sconfitta del terrorismo armato in Germania, le uniche zone a sovranità limitata, dove il monopolio della forza si è trasformato in duopolio (un condominio tra Stato e crimine) è il Meridione d’Italia. Delle diseguaglianze nello sviluppo economico, nella […]