Siria

2 articoli

Il sogno di unità politica del popolo curdo, i gravi ritardi dell’Europa

I telegiornali sono pieni della vicenda curda, ma che cosa ci insegna la vicenda curda? Ci insegna che c’è un popolo che da decenni insegue il sogno di un’unità politica e di un luogo dove poter costruire il proprio futuro. Ci insegna anche che l’Europa è in grave ritardo come ruolo internazionale e infatti si fa sopravanzare da eserciti regionali e da politiche lontane dai suoi interessi.Se c’è una conseguenza delle vicende del medio-oriente, sono la guerra siriana e l’enorme flusso di profughi che è affluito in Europa, mentre con un ruolo politico più deciso dell’Unione Europea noi tutto questo avremmo potuto evitarlo.Per la vicenda curda occorrerebbe accelerare il processo di ricostruzione di un esercito europeo, come occorrerebbe anche rilanciare la politica estera europea in termini unitari e soprattutto in termini di interesse dell’Unione, non solo in difesa dei diritti civili, ma in difesa del ruolo che in futuro i popoli avranno nei loro luoghi per potere favorire processi di pace che annullino sia le difficoltà economiche in cui versa gran parte del mondo extraeuropeo, sia la spinta alle correnti migratorie che stanno ponendo dei gravi problemi politici interni all’Unione e ai suoi singoli stati.

La primavera araba e l’eredità di Obama

Sette anni fa il discorso di Obama pronunciato all’Università del Cairo forniva l’ispirazione a una serie di sollevazioni spontanee che nella semplificazione giornalistica sarebbe stata chiamata primavera araba. Sette anni dopo, quelle fiammate piene di speranze si sono trasformate in cenere o, è il caso della Siria, in fuoco distruttore che ha disintegrato un grande paese e dato il via a un’ondata migratoria che preme e penetra dentro i confini dell’Occidente continentale mettendo a serio rischio la decennale politica di integrazione e accoglienza che ha caratterizzato l’Unione Europea. “Io sono qui oggi per cercare di dare il via a un nuovo inizio tra gli Stati Uniti e i musulmani di tutto il mondo; l’inizio di un rapporto che si basi sull’interesse reciproco e sul mutuo rispetto; un rapporto che si basi su una verità precisa, ovvero che America e Islam non si escludono a vicenda, non devono necessariamente essere in competizione tra loro. Al contrario, America e Islam si sovrappongono, condividono medesimi principi e ideali, il senso di giustizia e di progresso, la tolleranza e la dignità dell’uomo”.