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Banca Etruria, non si uccidono così anche i cavalli?

L’azzeramento delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Marche, Carife e Carichieti, balzate all’onore delle cronache europee dopo il drammatico suicidio di Luigino D’Angelo, pone il problema delle truffe provenienti dal sistema finanziario e creditizio nel nostro paese che imperversano come una nuova peste, distruggendo risparmi e ricchezza e compromettendo la credibilità delle strutture di erogazione e controllo sul credito.

Il Davide greco Tsipras contro le giganti e ottuse burocrazie dell’Unione europea

La crisi greca entra in una fase nuova. Il rinvio da parte del governo ellenico di una tranche di pagamenti in scadenza è stata vista come un atto di ribellione senza precedenti. I debiti si onorano, ha iniziato a sbraitare la tecnocrazia europea e alcuni falchi hanno proposto di non pagare per due mesi gli stipendi dei dipendenti pubblici e onorare gli impegni internazionali. La Grecia ha chiesto l’accorpamento delle rate in scadenza (Fmi, Bce) per la fine di giugno, tiene duro e, soprattutto, chiede la ristrutturazione del debito e il taglio del valore nominale dei titoli, pena l’impossibilità per Paese di onorare le scadenze future. Questo lo scenario tecnico-finanziario. In realtà la posta in gioco è altra e molto più grande e globale: la sopravvivenza dell’Unione europea sotto le forme conosciute. Se qualcuno osservasse le cronache europee da un pianeta lontano si accorgerebbe che l’idea di confederare quasi l’intera Europa sotto una sola bandiera per costruire un’immensa area della libertà da contrapporre alle tentazioni autoritarie provenienti da est si è ridotta a un dominio delle burocrazie europee ottuse, brutalmente lontane dai popoli e senza la visione che i padri fondatori hanno sempre evocato. La percezione tra la gente, acuita […]