leonardo sciascia

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30 anni senza Sciascia

Il 20 novembre del 1989, trent’anni fa, ci lasciava Leonardo Sciascia, lo scrittore siciliano che ha fatto della scrittura una potente arma di lotta politica.Partendo dai suoi romanzi, ha sempre individuato e denunciato collusioni e compromissioni; nella sua attività pubblicistica ha descritto le pericolose figure degli “anti” di professione che hanno costruito e costruiscono carriere, indossando uniformi e inventandosi ogni giorno un nemico diverso che li rafforzi: indifferenti alla loro sconfitta, questi professionisti cambiano solo campo d’azione, ma operano costantemente per accrescere solo il loro prestigio e per dissimulare la loro propria natura.Sciascia fu anche deputato dell’VIII legislatura e da questi scranni seppe dare il suo prezioso contributo contro ogni comodo conformismo, sempre alla ricerca della verità, sempre coltivando il dubbio della ragione.Leggere e rileggere la sua opera, oggi più attuale che mai, è un potente antidoto a ogni ipocrita conformismo, è un portolano sicuro per tempi difficili, come i nostri.

Borsellino anno domini XXIII p. m.

Ventitre anni dopo l’assassinio di Paolo Borsellino cosa resta di quella Sicilia irredimibile che ha divorato i suoi tanti eroi? Resta una fiducia malferma e claudicante che la fine della “diversità” siciliana infine possa compiersi, che gli aspetti più macroscopici del dominio mafioso siano stati intaccati, che la forza che per cento anni ha tenuto sotto il suo tallone un’isola intera sia preda di una mutazione che potrebbe costituire l’anticamera della sua dissoluzione. Ma è davvero così, e gli avversari della mafia sono davvero così uniti da poterne avere ragione?