Note

44 articoli

Mafia e politica, suffragio universale e salto di qualità

Mafia e politica, suffragio universale e salto di qualità Mafia e politica è un binomio ricorrente in tutte le ricerche sociologiche, i dibattiti politici, le indagini giornalistiche e i resoconti parlamentari. Ma quando s’inizia a parlare di mafia e politica? Nel 1875 Pasquale Villari nella sua lettera sulla mafia, non accenna a nessun ruolo di questo genere. Federico De Roberto ne I Vicerè, ricostruisce la saga degli Uzeda Francalanza, dei loro successi politici e del transito di un’antichissima famiglia principesca dal vecchio al nuovo ordine, senza nessun cenno al ruolo della mafia in politica se non un fugace riferimento a uomini in armi di cui Consalvo Uzeda, elezioni politiche del 1882, si serve per proteggere le sedi dei suoi comitati elettorali.

Piccoli e grandi imbrogli crescono

Nata sulle macerie, la seconda repubblica si sta disfacendo tra polvere e fumo, polvere da gettare negli occhi e fumo per mascherare i tradimenti. Nel 1993 l’ottanta per cento degli elettori votò per il sistema uninominale anglosassone e ottenne  il Mattarellum, il seme del male che ha prodotto il Porcellum, una legge da regime sovietico adatta a dispensare favori e nominare senatori e deputati fior di intelligenze ma anche cavalli, asini e giumente.