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Regione Sicilia: «No a nuovo mutuo da mezzo miliardo.»

La Regione Siciliana ha già sulle spalle un mutuo da 1,6 miliardi. No a un secondo mutuo da oltre 500 milioni (COMUNICATO STAMPA) La Regione siciliana, quest’anno, ha già contratto un mutuo di un miliardo e 600 milioni di euro per fronteggiare gli ammanchi seguiti alle scelte profondamente sbagliate dei passati governi regionali. Le forze politiche protagoniste di queste scelte, mi riferisco al centrodestra e al centrosinistra, sono ancora oggi presenti nei banchi dell’Assemblea regionale siciliana. E oggi, questi signori, con una faccia tosta che è pari alla loro inadeguatezza, chiedono al Governo nazionale di poter indebitare cinque milioni di siciliani di altri 500 milioni di euro: è una richiesta che va respinta. Già il mutuo di un miliardo e 600 milioni di euro, della cui genesi poco si conosce (e su tale vicenda intendo tornare, per capire chi sono i responsabili di quello che, a quanto pare, è stato un […]

Le nuove frontiere della mafia

Il nuovo meccanismo è più raffinato: si serve degli strumenti consentiti dalla legge, legge che viene piegata ai voleri di questo nuovo agire mafioso, e ha come risultato l’uscita dalle pubbliche casse di ingenti risorse che vanno ad arricchire la nuova mafia I meccanismi attraverso cui la mafia opera, come ci insegna la recente sentenza su Mafia Capitale, possono prescindere anche dalla dimensione militare, ma conseguire ugualmente i risultati che l’aggregato mafioso si prefigge, cioè l’arricchimento personale. Una delle nuove modalità che sta imperversando negli ultimi anni ha come protagonisti il metodo mafioso e come coprotagonisti la corruzione di uno o più funzionari pubblici e come passaggio ultimo l’esborso di molti milioni da parte delle amministrazioni. Questo metodo non viene applicato agli appalti o alle estorsioni come avveniva un tempo: qui non si avvicina più l’imprenditore per non farlo partecipare ad una gara o il vincitore di una gara per pretendere una tangente […]

Tra farse e repliche la storia continua a ripetersi

Che alle elezioni regionali il Pd pensi di perdere e non di vincere, si deduce dalla ripetizione di uno schema già sperimentato con successo nelle elezioni regionali del 2008. Anche allora una riottosa Anna Finocchiaro diede la sua disponibilità alla candidatura a Presidente sotto la pressione di Veltroni, ma il Pd nel 2008 correva per il posto di miglior perdente e infatti agì di conseguenza.

La guerra elettronica che sta cambiando il mondo

I due milioni di voti popolari che la Clinton ha avuto in più rispetto a Trump echeggiano i 500 mila di Al Gore nel 2000. Entrambi i candidati democratici avrebbero vinto le elezioni in una competizione diretta senza il meccanismo del collegio dei grandi elettori. Ma le scelte in democrazia si muovono in conseguenza delle regole. E anche se l’elettorato non ha plebiscitato Trump gli ha tuttavia assicurato un ampio vantaggio tra i delegati che lo eleggeranno il lunedì dopo il secondo mercoledì di dicembre.