Una casa della memoria per le vittime di mafia

21 marzo – Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie Nel 2009, con il prezioso contributo di volontari e professionisti, ho dato vita, sulla scorta del gruppo Facebook “Una casa della memoria per le vittime della mafia” al portale vittimemafia.it, una banca dati della memoria e dell’impegno, per ricordare tutte le vittime delle mafie, anche e soprattutto quelle dimenticate.Serviva un unico luogo dove raccogliere i dati in modo ordinato ed accessibile, con l’unico scopo di fornire uno strumento di conoscenza e ricordo. C’è anche una pagina social su Facebook, quotidianamente aggiornata. Chi vuole contribuire ad arricchire o migliorare il sito può scrivere a info@vittimemafia.it Diamo voce al silenzio, impediamo l’oblio della dimenticanza. Il ricordo delle vittime come memoria è antidoto alle nuove violenze di oggi.

Intervista sul Governo del Cambiamento e sull’Europa

Lunedì 18 marzo il network belga RTBF, ha trasmesso una mia intervista nel corso della trasmissione radiofonica “Matin Première”.È stata un’occasione per spiegare fuori dai nostri confini nazionali cosa stiamo facendo in Parlamento e al Governo, come vogliamo migliorare l’Europa e l’Italia. Per ascoltare l’intervista integrale (in francese), clicca qui (Intervista dal minuto 4:10) Qui, invece, un’anteprima dell’intervista…

Una legge contro la diffusione di immagini e video intimi

Aprire, ieri sera, la prima pagina della trasmissione Otto e Mezzo sulla notizia della diffusione in rete di foto privatissime della deputata Giulia Sarti e non esprimere nessuna parola di condanna per tali vili atti, ma anzi contribuendo alla diffusione della pruriginosa notizia, dimostra che Lilli Gruber difende le donne – come lei stessa afferma – ma solo a intermittenza e solo se non hanno colori politici che in tutta evidenza le dispiacciano. Giulia Sarti sta già abbondantemente soffrendo una pubblicità che non ha cercato per essere anche aggredita dal silenzio e dalla mancata solidarietà di una conduttrice che non perde occasione per ergersi a paladina in difesa delle donne. Ciò che, del resto, ormai emerge con tutta evidenza è la necessità di un’efficace legge – al Senato ne ha depositata una la collega del M5S Elvira Lucia Evangelista – per contrastare il fenomeno sempre più diffuso del cosiddetto ‘revenge porn’ di cui sono vittime soprattutto le donne, a causa di ex fidanzati o ex mariti inqualificabili.

Difendere l’agricoltura siciliana per difendere la nostra salute.

L’INTERNAZIONALIZZAZIONE INDISCRIMINATA DEL COMMERCIO PUÒ DISTRUGGERE L’AGRICOLTURA SICILIANA E LA NOSTRA SALUTE: SERVONO URGENTI MISURE STRUTTURALI A DIFESA DEI PRODUTTORI E DELLA SALUTE DEI CONSUMATORI. Gli agricoltori siciliani che sono scesi in piazza hanno bisogno di risposte concrete che non possono essere limitate a interventi tampone. Servono misure strutturali per mitigare gli effetti nefasti della internazionalizzazione dell’economia. Oggi tanti settori dell’agricoltura della nostra Isola si devono confrontare con Paesi che producono a costi molto più bassi. Il latte di pecora italiano che subisce la concorrenza del latte di pecora rumeno prodotto a costi di gran lunga inferiori è solo uno dei tanti casi.Abbiamo davanti almeno due problemi strettamente legati: uno economico e l’altro legato alla nostra salute. Perché molti dei prodotti agricoli, freschi e trasformati, che arrivano nell’Unione Europea contengono residui di pesticidi e di erbicidi che, da noi, o sono stati banditi perché pericolosi per la salute, o sono utilizzati n modo ridotto.Ma questi prodotti agricoli che arrivano dall’estero hanno il ‘pregio’ di costare meno: così, come in economia la moneta cattiva scaccia quella buona, in agricoltura i prodotti agricoli di pessima qualità scacciano quelli di buona qualità: ovvero i prodotti agricoli siciliani. Cosa, questa, che crea enormi problemi economici agli agricoltori […]

Interrogazione al Ministro dell’Interno su morte Rocco Greco e interdittive alla ditta COSIAM srl

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN ASSEMBLEA Al Ministro degli Interni Per sapere – premesso che – il 27 febbraio 2019, l’imprenditore di Gela (CL) Rocco Greco, simbolo della lotta al racket del pizzo, si è tolto la vita con un colpo di pistola alla tempia; secondo le testimonianze e le dichiarazioni dei familiari, rilasciate nei giorni seguenti, alla base di questo gesto disperato vi sarebbe stato il profondo senso di abbandono da parte dello Stato a cui aveva affidato, dopo le denunce, la protezione sua e dei familiari; «Era finito dentro una storia paradossale», così ha dichiarato il figlio Francesco a La Repubblica. «I mafiosi che aveva fatto condannare lo avevano denunciato. Ma, poi, ovviamente, era arrivata l’assoluzione, il giudice aveva ribadito che Rocco Greco era stato vittima della mafia, non socio in affari dei boss»; nonostante la sentenza di assoluzione, nell’ottobre 2018 il Ministero dell’interno, tramite la prefettura e la struttura di missione antimafia sisma, ha negato alla ditta dell’imprenditore, la «Cosiam srl», l’iscrizione nella white list per i lavori di ricostruzione dopo il terremoto in centro Italia, con la seguente motivazione: Greco «nel corso degli anni ha avuto atteggiamenti di supina condiscendenza nei confronti di esponenti di spicco della criminalità organizzata gelese», una […]

Palermo ancora sommersa dai rifiuti e dalla disinformazione.

Palermo è una città governata nel disprezzo della democrazia. Non si spiega altrimenti, con le cataste di rifiuti nelle strade per giorni ed il conseguente esecrabile ritorno dei cassonetti in fiamme, la totale assenza di informazione ai cittadini da parte della RAP, l’Azienda partecipata dal Comune che dovrebbe occuparsi della raccolta e del trattamento. I vertici della RAP continuano a non adempiere all’obbligo d’informazione, per mezzo della Carta dei Servizi, che per legge dovrebbe essere pubblicata on-line, a disposizione di tutti.La Carta dei servizi è, infatti, il documento con il quale ogni ente che eroga un servizio pubblico assume una serie di impegni verso gli utenti: le modalità di erogazione di tali servizi, gli standard di qualità che intende assicurare e le informazioni relative alle modalità di tutela previste. È previsto anche il monitoraggio per migliorare la qualità dei servizi offerti. Ebbene, di tutto questo, a Palermo, non si ha notizia. Cosa sappiamo, invece?Sappiamo che la Rap quasi duemila dipendenti, ma non si capisce di cosa si occupi la gran parte di questo personale. Sappiamo, giacché è sotto gli occhi di tutti, che la RAP è un concentrato di inefficienza. Sappiamo che, nelle condizioni in cui versa Palermo, gli attuali amministratori comunali e i vertici della RAP, […]