Palermo e Napoli le antiche capitali delle due Sicilie

  «Palermo e Napoli le antiche capitali del regno delle due Sicilie  sembrano avere storie secolari che corrono parallele: le dominazioni, le rivolte risolte in nuovi domini, la criminalità fattasi ordinamento giuridico, le intelligenze che brillano in solitudine e una pessima classe politica di destra e di sinistra che invece di riscattare un territorio lo deturpa e lo malversa. Palermo è governata da dieci anni da una maggioranza che non ha cambiato né il belletto né l’ossatura portante di una città affogata nel bisogno e nel ricatto. Migliaia di clienti pretendono il pagamento di scarsi emolumenti in cambio della loro fedeltà elettorale rifiutandosi ostinatamente di prestare il lavoro cui sono destinati. Tranne alcune infrastrutture: rete del gas, acqua, e un’interessante politica del risanamento del centro storico, realizzate nella fase orlandiana, Palermo oscilla nelle contraddizioni. Avanza di molti passi nella consapevolezza del suo popolo che comincia a considerare non eterna e […]

L’uomo della filubusta e l’uomo della provvidenza

Nella Repubblica delle vanità e delle evanescenze il governo Monti, con la sua opera di risanamento dei conti, rischia di catalizzare lo scontento di milioni di italiani restituendo, per contrappeso, un’aura di credibilità all’uomo della filibusta, amico di dittatori, che in questi dieci anni ha contnuato a massacrare le finanze

Apriamo il Parco di Acqua dei Corsari e intitoliamolo a Libero Grassi

Palermo, Parco Acqua dei Corsari Il solito esempio di denaro pubblico sprecato. Un parco costa 4 milioni di euro, i lavori regolarmente consegnati e l’amministrazione comunale che non incarica nessuno della vigilanza o della manutenzione. Intitolare questo grande polmone verde della Palermo delle sparatorie, degli omicidi a catena, della mafia imperante a LIBERO GRASSI, significa sanare la memoria rinnovandola. Ha il senso del riscatto, dell’affermazione della libertà sulla nera cappa che ha imprigionato Palermo per lunghi decenni e che finalmente inizia a dissolversi. sabato 17 dicembre alle ore 11 sit davanti ai cancelli del Parco in via Messina Marine   scarica il modulo per la diffida

Grandi specchi per le povere allodole

La riforma costituzionale della giustizia (separazione delle carriere, doppio Csm, obbligatorietà dell’azione penale, corte di disciplina per i magistrati, inappellabilità delle sentenze di assoluzione, rapporto Pm e polizia giudiziaria, eleggibilità delle toghe ordinarie) approvato in tutta fretta dal Consiglio dei   Ministri, più che tendere all’approvazione del testo per il quale occorre una procedura rinforzata (doppia lettura, maggioranza dei due terzi per evitare il referendum), serve a creare la giustificazione mediatica dello scontro tra l’attuale Presidente del Consiglio e la Magistratura. In sospetta coincidenza con i processi primaverili che lo vedono imputato per reati disonorevoli si è voluto creare il pretesto (la prevedibile reazione dei vertici della magistratura e delle opposizioni) per rappresentare agli occhi del pubblico televisivo una nuova puntata della fiction in onda da anni a canali riuniti. Non dunque un illustre imputato per reati commessi al di fuori delle proprie pubbliche mansioni, ma il paladino della riforma, il fustigatore degli eccessi, assalito dai poteri che si vogliono sottoporre a controllo. Non il potere personale che da quasi venti anni piega le istituzioni a privati interessi, ma l’uomo nuovo che sconfiggerà l’eterno suo nemico. Ma le fiction per essere rappresentate non hanno solo bisogno di un protagonista. Ci sono autori ma soprattutto narratori che si incaricano giorno dopo giorno di manipolare la realtà come la trama di un romanzo a puntate. Agiscono solo su comando, ordine preciso o nella quotidiana demolizione di ogni verità e di ogni percezione reale dei problemi c’è il compiacimento dell’artista che vede materializzarsi il suo capolavoro? Gli uomini e le donne, professionisti raffinati, che diffondono il veleno della menzogna sono soltanto esecutori o colpevoli a loro volta? Chi tra le opposizioni ha fatto da sponda godendo di inimmaginabili ritorni mediatici è vittima o complice della perfetta macchina di propaganda in azione in questi anni? Il Sultano è lontano, dentro i suoi palazzi, esce per strada tra gli osanna di un pubblico plaudente, è nudo ma nessuno osa dirlo. Aldo Penna Critica liberale Sicilia Informazioni Circolo Rosselli Milano

in memoria dei giovani norvegesi uccisi dall’odio…..

Ricordare vuol dire non morire. Ho gridato, gridato mille e mille volte no, …ma soffiava un gran vento, e pioggia, e grandine: hanno sepolto la mia voce. Ti lascio la mia storia vergata con la mano d’una qualche speranza. A te finirla. Ti lascio i simulacri degli eroi con le mani mozzate, ragazzi che non fecero a tempo ad assumere austere forme d’uomo Ti lascio la memoria di Belsen e Auschwitz. Fa presto a farti grande. Nutri bene il tuo gracile cuore con la carne della pace del mondo, ragazzo, ragazzo. Impara che milioni di fratelli innocenti svanirono d’un tratto nelle nevi gelate in una tomba comune e spregiata. Gira l’occhio dolce al nostro crepuscolo amaro. Il pane è fatto di pietra, l’acqua fango, la verità un uccello che non canta. E’ questo che ti lascio. Io conquistai il coraggio d’essere fiero. Sforzati di vivere. Salta il fosso da solo […]

Chi ha paura dell’opinione pubblica? Vecchi sentieri e nuove action

  Perché nelle città meridionali ma anche in quelle del nord che ne hanno mutuato il modello, chi amministra non ha paura dell’opinione pubblica? Quale sortilegio utilizza il ceto di governo per osare tutto e non temere nulla? Come mai il consenso così sensibile al malgoverno da punirlo e al buon governo da premiarlo, non risponde alle stesse sollecitazioni nell’Italia del sud e nel nord meridionalizzato? I sociologi risponderebbero: la rete avvolgente che allarga a dismisura la platea dei clientes e comprime quella del libero convincimento. E la pratica e l’osservazione ci dicono che il sistema non conosce colore e conquista ai suoi canoni l’occupatore pro tempore del governo. Napoli dopo trentacinque anni di amministrazione del centrosinistra non ha sanato le sue ferite secolari e porta i segni profondi di nuove malattie. A Palermo il centrodestra si prepara a fare del suo sindaco decennale il capro espiatorio di mali immutabili […]