I nuovi barbari speculano sui titoli

Standard & Poor’s declassa l’Italia, riducendo il club della tripla A nella UE a Germania, Olanda, Lussemburgo, Finlandia e nel resto d’Europa a Danimarca, Norvegia, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna. Ci aveva provato già Fitch ma le loro valutazioni erano state ignorate dai mercati. Quali gli effetti del declassamento: un costo più alto dell’indebitamento, paghiamo e pagheremo interessi del 7% su titoli in scadenza collocati in precedenza a prezzi più bassi. L’Italia, ma adesso anche il resto della UE, pagherà di più per rinnovare  il proprio debito pubblico. Chi ne trarrà vantaggio? I grandi fondi d’investimento che spesso sono anche clienti di Standard & Poor’s. Come si chiama questo comportamento? Alcuni giudici italiani hanno configurato il reato di aggiotaggio: “Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori..pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose .. atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo .. dei […]

Anche in Sicilia il reddito di cittadinanza

  La crisi economica azzanna e a soffrire sono tutti i redditi. I livelli di benessere si modellano verso il basso schiacciando la fascia più bisognosa. Eppure in Sicilia niente si muove. Le organizzazioni sociali denunciano la presenza di famiglie che non hanno più nulla. Ma la struttura assistenziale rimane ancorata a un passato immobile e inefficiente. L’Unione Europea ha elaborato degli indicatori per stabilire se c’è rischio di povertà per quanti vivono almeno una di queste situazioni: – persone che vivono in famiglie con un reddito disponibile, dopo i trasferimenti sociali, inferiore al 60 per cento del reddito mediano; – grave deprivazione materiale: persone che vivono in famiglie che dichiarano almeno quattro gravi difficoltà materiali fra le nove indagate (pagare regolarmente le bollette o l’affitto; sostenere spese impreviste; fare una settimana di ferie all’anno; assumere un pasto adeguato almeno ogni due giorni; riscaldare in modo adeguato l’abitazione, eccetera); – […]

Un’azienda che non serve la città

L’Amia è la peggiore delle aziende ex municipalizzate di Palermo. Non che l’Amat stia meglio, ma almeno ai suoi disservizi c’è un rimedio: l’auto privata. Nel caso dell’Azienda di igiene ambientale (il nome suona vagamente ridicolo) invece non c’è rimedio personale che tenga. A meno che la gente non intraprenda gite in direzione Bellolampo, allo scopo di liberarsi dell’immondizia casalinga. Dunque questa azienda ha organici rigonfi, mezzi idonei e nuovi, divise fiammanti e servizi al di sotto di ogni standard decente. E’ sempre stato così. Se c’è una cosa che i turisti ricordano di Palermo, oltre le sue bellezze, spesso malconce, è proprio l’immondizia. Sembra una condanna divina: tu cittadino di Palerm o abiterai per sempre in una città dove le strade non si spazzano, dove i rifiuti non vengono rimossi. Ma l’Amia non svolge solo l’ombra del servizio a cui è preposta: l’Amia mente a se stessa e per le […]

Italia: il sistema politico è in crisi, travolto dagli scandali? Puntali, arrivano le bombe…

Ogni volta che si profila un cambio di sistema, affiorano le bombe. Come se fosse un micidiale, necessario, macabro e vile ingrediente del mix di allarme e paura, necessario a preparare l’avvento, puntuale arrivano gli ordigni. Il biennio di sangue 92 – 93 iniziò con clamore, le differenze dopo venti anni impongono una nuova filosofia: il massimo effetto con danni circoscritti. Le avvisaglie sono nell’aria. E’ iniziata la stagione degli scandali. Venti anni fa il presidente del pio Albergo Trivulzio, oggi l’on. Lusi. E anche chi oggi pensa di essere immune, sarà coinvolto. D’altra parte le forze politiche hanno steso da sole la corda che li strozzerà. La legge sui rimborsi elettorali i cui rendiconti nessuno ha mai guardato, sarà il grimaldello che scardinerà il sistema dei partiti che conosciamo. L’avvento della Terza Repubblica è nell’aria e come pedine, dopo la Lega, si preparano a cadere forze antiche e nuove. […]

Roghi estivi e clientele d’annata

  La legislatura siciliana si è interrotta alcuni mesi prima della scadenza, l’estateè costellata da incendi devastanti e qualcuno si chiede perché mai, nonostante un vero esercito a difesa degli esigui boschi siciliani, si debbano subire sconfitte così devastanti. Da 60 anni si è molto più abili a incrementare le truppe a difesa dei boschi che le aeree boschive. La Sicilia è fanalino di coda insieme alla Puglia come superficie boschiva in rapporto al territorio. Il comparto assorbe 400 milioni di euro con una spesa per ettaro di circa 1500 euro contro i 400 della Campania che virtuosa certo non è. I numerosi governi che si sono succeduti, e soprattutto i due ultimi presidenti investiti dal consenso popolare, si sono ben guardati da immaginare soluzioni alternative. Quando poi si passa a esaminare la produttività del bosco, la capacità di essere fonte di reddito e non solo di spesa, la salvaguardia […]

Il nuovo meridionalismo deve partire dal recupero di una libertà che le vecchie e nuove plebi delle tre Sicilie non hanno mai davvero avuto.

Le città meridionali, quelle delle tre Sicilie (Calabria, Sicilia, Campania), portano sul loro tessuto urbanistico le piaghe purulente dell’influenza di una classe politica, rapace e devastante, che a partire dagli anni ’6o del secolo scorso ne ha stravolto e deturpato i centri storici. Tra il finire dell’800 e i primi del 900 classi dirigenti colte e raffinate assicurarono dignità e bellezza alle grandi città meridionali. Senza avventurarsi in ricerche che pur sarebbero appassionanti, constatiamo oggi la totale assenza in un complesso industriale meridionale degno di grandezza e collocabile tra le prime dieci o anche venti imprese italiane. Agli inizi del 900, grandi compagnie di navigazioni, opifici industriali, industrie conserviere, primeggiavano con i complessi del Nord. La letteratura sull’influenza della criminalità nel mancato sviluppo del Meridione è vasta, ma non esauriente. Incrociando le notizie contenute nei saggi con quelli riportati nella narrativa, gli scritti del primo Novecento con quelli dei nostri giorni, […]