Erdogan vuole cancellare Kemal Ataturk dalla memoria della Turchia

In Turchia dopo il golpe del 12 settembre 1980 che consegnò un paese, percorso da decine di omicidi politici e un durissimo confronto tra formazioni di destra e di sinistra, a tre anni di dittatura militare, la repressione del dissenso raggiunse livelli altissimi.

I due golpe

Il fallito golpe di una frazione dei militari turchi ha dato il via al dispiegarsi accelerato dell’altro golpe che da anni era in atto. Un golpe moderno che non ha bisogno dei carri armati e oggi si conclama con la defenestrazione di gran parte del corpo giudiziario di quel paese, il bavaglio alla stampa, la criminalizzazione del dissenso, le modifiche alla Costituzione per modellarla a immagine e somiglianza del leader, la proposta di introdurre la pena di morte.

Unione Europea: declino o rinascita

  Il vento che ha soffiato impetuoso il 23 giugno invece di gonfiare le vele dell’Unione ha mutato con violenza e rapidità direzione spezzando uno degli alberi del vascello europeo. Ma sarebbe cieco pensare che nonostante i danni subiti la navigazione possa continuare allo stesso modo di prima. Dal sogno dei fondatori che all’indomani del secondo conflitto osservando un continente in macerie, percorso da profondi risentimenti nazionali, immaginarono un orizzonte unito e solidale che fermasse le lotte per la supremazia, siamo arrivati all’Unione delle burocrazie che invece di essere al servizio dei popoli si sono poste a disposizione delle tecnocrazie.

Roghi d’autore e colpevoli inerzie

  di Aldo Penna Nonostante gli studiosi proclamino con forza che l’autocombustione in natura non esiste, a ogni incendio ci si interroga se la natura ha voluto punire con il fuoco questi umani peccatori o se invece dei diavoli travestiti da uomini vogliono le fiamme per rendere un inferno luoghi altrimenti bellissimi.

Epopea del crimine tra fiction e realtà

La lotta alle varie mafie territoriali che infestano l’Italia meridionale e contaminano quella settentrionale ha conosciuto negli ultimi decenni la potente spinta di una legislazione finalmente adeguata, una consapevolezza diffusa tra la gente e un’attenuato peso elettorale degli aggregati criminali che  fanno diminuire di intensità il rapporto tra le aree mafioso camorriste  e la politica.

La primavera araba e l’eredità di Obama

Sette anni fa il discorso di Obama pronunciato all’Università del Cairo forniva l’ispirazione a una serie di sollevazioni spontanee che nella semplificazione giornalistica sarebbe stata chiamata primavera araba. Sette anni dopo, quelle fiammate piene di speranze si sono trasformate in cenere o, è il caso della Siria, in fuoco distruttore che ha disintegrato un grande paese e dato il via a un’ondata migratoria che preme e penetra dentro i confini dell’Occidente continentale mettendo a serio rischio la decennale politica di integrazione e accoglienza che ha caratterizzato l’Unione Europea. “Io sono qui oggi per cercare di dare il via a un nuovo inizio tra gli Stati Uniti e i musulmani di tutto il mondo; l’inizio di un rapporto che si basi sull’interesse reciproco e sul mutuo rispetto; un rapporto che si basi su una verità precisa, ovvero che America e Islam non si escludono a vicenda, non devono necessariamente essere in […]