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Vincenzo Calò intervista Aldo Penna

tratto dal blog Il vagare del Giusto In quale settore della vita sociale denota un’assenza di facoltà logiche e cognitive? Non c’è settore della vita sociale che sfugga all’assenza della Logica e della Conoscenza. E’ fisiologico che questo avvenga. Deve destare preoccupazione quando si avvia a diventare patologia, e quindi degenerazione, a volte correggibile e a volte guaribile solo con una dolorosa amputazione. Quale ritardo non si spiega? Non si spiega il ritardo con cui si soccorrono gli ultimi, si risponde a una richiesta di aiuto, ci si gira di fronte a una mano tesa o a un’Anima che soffre.

Il passo del gambero del meridione d’Italia

Il rapporto dello Svimez, ripreso per alcuni giorni da tutta l’informazione italiana, sottolinea, senza però investigare una sola causa, quello che chiunque viva al sud ha ben chiaro: si sta peggio di dieci anni fa e l’emigrazione è oramai un pellegrinaggio di massa verso le Terre Sante del Nord. Le crude cifre del rapporto registrano dopo un secolo l’aumento della distanza tra le due Italie. Così mentre la Germania a venticinque anni dall’unificazione ha raggiunto l’obiettivo di far convergere il suo Est ai livelli del più sviluppato Ovest, l’Italia insegue l’identico obiettivo da 155 anni con quasi nessun risultato.

Il paradosso siciliano: meno risorse, meno clientele e una società più libera

Dopo la tempesta nel bicchier d’acqua originata dalla presunta telefonata tra il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e il dottore Matteo Tutino resta per intero il dramma siciliano cui la stampa nazionale, così pronta a riempire pagine sulla trascrizione di una intercettazione, non dedica un rigo. La lunga crisi che ha devastato il potere d’acquisto, le attese di una vita migliore di un intero popolo è oggetto di rilevazioni statistiche non certo di campagne correttive coraggiose e originali.

Borsellino anno domini XXIII p. m.

Ventitre anni dopo l’assassinio di Paolo Borsellino cosa resta di quella Sicilia irredimibile che ha divorato i suoi tanti eroi? Resta una fiducia malferma e claudicante che la fine della “diversità” siciliana infine possa compiersi, che gli aspetti più macroscopici del dominio mafioso siano stati intaccati, che la forza che per cento anni ha tenuto sotto il suo tallone un’isola intera sia preda di una mutazione che potrebbe costituire l’anticamera della sua dissoluzione. Ma è davvero così, e gli avversari della mafia sono davvero così uniti da poterne avere ragione?