Dal “come eravamo” al “come dovremo essere”

L’avvio automatico sulla piattaforma Rousseau delle procedure per scegliere i candidati presidenti per le prossime elezioni amministrative da parte del M5S è stato ed è un errore: il Movimento deve riflettere su alleanze e progetto di governo locale, capire che da forza antagonista è divenuta forza di governo e che la gente deve valutarci per la capacità di riformare e cambiare attraverso buone leggi la vita degli italiani.

Scegliere oggi i candidati presidenti ci consegnerebbe a un destino emiliano o calabrese di cui la nostra comunità non sente affatto bisogno: bisogna (e al più presto) decidere se continuare a regalare vittorie alle destre o invertire la tendenza e impedire che queste prendano la quasi totalità delle regioni italiane. 

Con l’eclissi della polarizzazione dovuta alla imminente approvazione della legge elettorale proporzionale, il Movimento 5 Stelle non ha più l’esigenza di schierarsi con un polo o con un altro, né di proporsi come terzo polo.
Tuttavia, vi è un’emergenza programmatica a cui è necessario dare al più presto una risposta.
Non siamo più il partito del Vaffa o dell’antagonismo estremo, ma possiamo (dobbiamo!) essere un Movimento per le riforme radicali di cui l’Italia ha estremo bisogno.
Su questo terreno possono sicuramente trovarsi delle alleanze sociali e delle convergenze in Parlamento per dare vita a un vasto processo di riforme di struttura.
Resta l’interrogativo sul che fare nei territori, specificatamente nelle Regioni e nei grandi Comuni, dove vige il sistema maggioritario e dove occorre scegliere se continuare a soccombere o invece riaffermare con orgoglio i propri punti programmatici, operando affinché questi possano essere sostenuti da un’alleanza più vasta.
Nell’assemblea dei parlamentari di ieri sera questo nodo non si è riusciti a scioglierlo, con due diverse visioni contrapposte. Il Movimento deve abbandonare le trincee del “come eravamo” per esplorare le nuove frontiere del “come dovremo essere”.
Il mio invito, intanto, rivolto ai responsabili della piattaforma Rousseau, è quello di sospendere le procedure per l’individuazione dei candidati presidenti di regione, perché già queste rappresentano una scelta politica tra le varie opzioni che il Movimento deve ancora discutere e sulle quali decidere.

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