Contro la violenza sulle donne, piantiamo semi di rispetto!

Nei dintorni di Palermo una bestia di sesso maschile si è ancora una volta comportato con crudeltà nei confronti di una donna.
A un essere di quel tipo mi accomuna solo lo stesso sesso, eppure non posso non provare disagio e orrore per tutti questi uomini che aggrediscono le donne.
Incapaci di parlare, conoscono solo la violenza e mi chiedo in quale parte della vita di un uomo si formi questa idea di possesso e dominio che poi si traduce nell’aggressione e nell’assassinio.
Per questo, come parte di questo universo maschile, chiedo scusa a tutte le donne a tutte quelle che da quando sono adolescenti debbono difendersi dagli sguardi e dalle parole allusive e aggressive, a quante si illudono di rendere mansueti i loro compagni e invece finiscono per esserne divorate.
Chiedo scusa a tutte le donne che sul lavoro subiscono ricatti dai loro datori di lavoro maschi, a tutte le donne che difendono i loro figli dalla violenza dei loro aguzzini, una volta immaginati come compagni di vita.
Chiedo scusa e dico loro: salviamo le donne di domani, insegniamo ai nostri figli a rispettare gli altri, a non cercare di possedere nessuno, ad amare la libertà la propria e quella di tutti.
Diciamo ai nostri figli maschi che la via migliore per la felicità è il dialogo, che parlando si supera il conflitto, che l’amore può finire e poi rinascere per un’altra, a non imprigionarsi dentro la gabbia di odio, ma a dotarsi di ali e di condividere la voglia di volare senza obbligare nessuno.
Cambiamo insieme il futuro: la violenza è un seme subdolo, se lo riconosciamo nei nostri figli o dovunque attorno a noi non giriamoci da un’altra parte, trasformiamolo in seme di rispetto.

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