Interrogazione sui Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile (PUMS)

Ho depositato un’interrogazione indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della salute inerente l’applicazione dei Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile (PUMS) rispetto ai quali si riscontrano carenze e gravi ritardi.

IL TESTO

Interrogazione a risposta scritta 4-03804 presentato da PENNA Leonardo Salvatore, testo di Giovedì 10 ottobre 2019, seduta n. 236

  PENNAGRIPPAVILLANI e NAPPI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

attualmente, sono in fase di elaborazione in molte città italiane i piani urbani per la mobilità sostenibile (Pums);

dalle prime versioni disponibili dei suddetti piani emergono gravi carenze legate alla genesi del decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 4 agosto 2017 (Individuazione delle linee guida per i piani urbani di mobilità sostenibile, ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257);

il decreto ministeriale, infatti, detta disposizioni per i Pums, senza annoverare gli obiettivi del decreto legislativo n. 257 del 16 dicembre 2016, finalizzato a ridurre la dipendenza dal petrolio e ad attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti;

sempre lo stesso decreto, inoltre, nonostante l’evidenza che la riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili e la conseguente riduzione degli effetti nocivi sull’ambiente si otterrebbero tramite la rimodulazione dei piani di mobilità tra il centro delle città e le periferie che costituiscono nel complesso l’area metropolitana, si limita ad auspicare che il Pums analizzi gli aspetti «preferibilmente» riferiti «all’area della città metropolitana, laddove definita», mentre nel resto dei Paesi europei o in città come Parigi, Kyoto, L’Aia, Alicante, Saarbrücken e, in Italia, Sassari, si mettono a punto sistemi tram-treno per il trasporto pubblico tra città satelliti o periferie distanti, incrementando i collegamenti; invece a Napoli e Milano la rete tramviaria pura è in progressiva restrizione;

è necessario tenere in considerazione gli obblighi internazionali che l’Italia ha in termini di riduzioni nelle emissioni di sostanze inquinanti derivanti dagli accordi di Parigi e le procedure di infrazione che riguardano le città metropolitane per gli ossidi di azoto e le polveri sottili –:

quali iniziative il Governo intenda adottare per dare attuazione alle disposizioni di cui al comma 5 dell’articolo 3 del decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257, al fine di riportare al centro dei Pums le limitazioni di emissioni derivanti da combustibili fossili e prevedere l’obbligo per le città metropolitane di realizzare i Pums per l’area di riferimento, superando le contraddizioni tra le premesse dell’allegato 1 e quelle dell’allegato 2 del decreto ministeriale 4 agosto 2017, calcolando per le varie soluzioni possibili gli effetti di contrazione dei consumi di energia da fonti non rinnovabili e di riduzioni dei quantitativi di emissioni, valutando gli effetti sulla salute, favorendo l’innovazione di mezzi elettrici anche con alimentazione autonoma e ribadendo la necessità di un efficiente e capillare rete di ricarica elettrica.
(4-03804)

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