Il mio ricordo di Sandro Pertini

Nel 41simo anniversario, il 9 Luglio 1978, della sua elezione a Presidente della Repubblica, ho voluto ricordare nel corso di un intervento alla Camera dei Deputati la figura, per me e per tanti, esemplare di Sandro Pertini.

Quarantuno anni fa, il 9 Luglio 1978 iniziava il mandato di uno dei più grandi Presidenti che la nostra Repubblica abbia mai conosciuto, Sandro Pertini. Antifascista e perciò imprigionato, partigiano nella Resistenza, figura di riferimento del movimento operaio, riuscì, con la sua forte personalità, la sua empatia, ad annullare la distanza tra il Palazzo e i cittadini, trasformando un’istituzione nata come prolungamento dell’istituto monarchico in democratica, aprendo il Palazzo del Quirinale ai cittadini, soprattutto ai giovani, e divenendo il modello non solo per i suoi successori, ma per molti che da allora si impegnano nelle Istituzioni. In questo anniversario mi piace ricordare Pertini con le sue stesse celebri parole ancora attualissime. Nel corso di uno dei consueti incontri al Quirinale con i giovani, Pertini ammonì: “Oggi la nuova Resistenza in che cosa consiste? Ecco, l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato, di difendere la Repubblica e la Democrazia. Oggi, ci vogliono due qualità: l’onestà e il coraggio…l’onestà… E quindi l’appello che faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto. La politica deve essere fatta con le mani pulite! Se c’è qualche scandalo, se c’è qualcuno che dà scandalo, se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi deve essere denunciato”. In queste parole sta la sintesi della vita di un uomo che ha segnato e segnerà per tanti anni a venire le istituzioni e che è fonte di ispirazione ancora oggi di quanti ritengono il loro percorso dentro le istituzioni come una missione al servizio dei cittadini.

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