Per le battaglie vinte e per quelle da vincere.

Quando si perde una battaglia, dopo averne vinte tante, non serve cambiare generale: si verifica, piuttosto, se gli alleati in campo ci sono, se di loro puoi fidarti, se lo stato maggiore è idoneo a reggere lo scontro, se occorre cambiare tattica e strategia, magari facendo appello all’intelligenza diffusa che c’è ed è viva. 
E se il popolo nel nome del quale combattiamo e affrontiamo pericoli e insidie non ci ha capito, ci spiegheremo meglio. 
In questo momento di difficoltà, l’ultima cosa che dobbiamo fare è cedere alle paure e dare la possibilità a chi ci avversa di dividerci distruggerci.
Manteniamo i nervi saldi e alta la vigilanza. Affrontiamo con la dovuta serenità questo momento e prepariamoci, adeguando equipaggiamenti e mosse, alle prossime, tante battaglie e vittorie che ci attendono, nel nome di questo bistrattato popolo italiano.

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