Interrogazione al Ministro dell’Interno su morte Rocco Greco e interdittive alla ditta COSIAM srl

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN ASSEMBLEA

Al Ministro degli Interni

Per sapere – premesso che –

il 27 febbraio 2019, l’imprenditore di Gela (CL) Rocco Greco, simbolo della lotta al racket del pizzo, si è tolto la vita con un colpo di pistola alla tempia;

secondo le testimonianze e le dichiarazioni dei familiari, rilasciate nei giorni seguenti, alla base di questo gesto disperato vi sarebbe stato il profondo senso di abbandono da parte dello Stato a cui aveva affidato, dopo le denunce, la protezione sua e dei familiari;

«Era finito dentro una storia paradossale», così ha dichiarato il figlio Francesco a La Repubblica. «I mafiosi che aveva fatto condannare lo avevano denunciato. Ma, poi, ovviamente, era arrivata l’assoluzione, il giudice aveva ribadito che Rocco Greco era stato vittima della mafia, non socio in affari dei boss»;

nonostante la sentenza di assoluzione, nell’ottobre 2018 il Ministero dell’interno, tramite la prefettura e la struttura di missione antimafia sisma, ha negato alla ditta dell’imprenditore, la «Cosiam srl», l’iscrizione nella white list per i lavori di ricostruzione dopo il terremoto in centro Italia, con la seguente motivazione: Greco «nel corso degli anni ha avuto atteggiamenti di supina condiscendenza nei confronti di esponenti di spicco della criminalità organizzata gelese», una motivazione che contrastava con una realtà ultradecennale di denuncia del racket estorsivo;

già nel 2007, infatti, Rocco Greco aveva denunciato i boss della Stidda e di Cosa Nostra che dividevano i proventi del pizzo e aveva anche convinto altri sette imprenditori a fare lo stesso; a seguito di quelle denunce vi furono undici arresti nel blitz ribattezzato «Munda mundi» e, infine, le condanne, confermate dalla Corte di cassazione;

la struttura di missione antimafia sisma, nel giungere alle sue conclusioni, ad avviso dell’interrogante, aveva tenuto conto più delle accuse infondate di collusione rivolte dai boss contro gli imprenditori autori delle denunce, che delle sentenze che avevano smentito quelle stesse accuse in tutti i gradi di giudizio;

si tratta di sentenze evidentemente non tenute in adeguata considerazione dai tecnici del Ministero, i quali hanno fatto pendere sugli imprenditori come Greco la scure dell’interdittiva antimafia per il rischio di infiltrazioni mafiose, con le conseguenti revoche di tutte le commesse pubbliche e private per la «Cosiam srl» ed il licenziamento di cinquanta operai;

a fronte dei ricorsi di Greco, il Tar di Palermo, dopo quello del Lazio, non concedeva la sospensiva dell’interdittiva;

il 4 marzo 2019, ignoti, approfittando evidentemente del momento di dolore dei familiari, si sono introdotti all’interno del magazzino della ditta, per compiere un furto, un atto di sciacallaggio, ma forse anche lanciare un segnale ben preciso;

il suicidio di Rocco Greco, il cui movente si ascrive probabilmente a un sentimento di sconforto seguito alle interdittive antimafia, pone il problema della salvaguardia dei testimoni di giustizia che non può essere solo fisica, ma anche lavorativa e della dignità;

in questi anni lo Stato si è conquistato una faticosa credibilità, proteggendo le vittime di estorsione, ripagando i danneggiati degli attentati e diffondendo un clima di fiducia che ha spinto decine se non centinaia di imprenditori a denunciare, ma se parenti dei testimoni di giustizia sono raggiunti e uccisi nei loro rifugi segreti, se i denuncianti sono ostacolati nelle loro attività dagli interventi delle prefetture che non si raccordano con le sentenze dei tribunali, tutto il sistema delle tutele e delle denunce vacilla, una strada che la lotta alla mafia non può intraprendere, pena l’inefficacia della sua azione –:

se il Ministro interrogato abbia verificato o intenda verificare le modalità e i criteri con cui le prefetture emanano le interdittive, specie quelle in contrasto con sentenze passate in giudicato;

se il Ministro sia a conoscenza delle modalità e dei criteri con cui la struttura di missione «antimafia sisma» abbia decretato l’esclusione dalla white list dell’azienda Cosiam srl;

se il Governo intenda farsi promotore di norme a supporto degli imprenditori i quali, entrati a contatto con esponenti mafiosi, decidono successivamente di denunciare i tentativi estorsivi;

quali iniziative intenda promuovere il Governo per rafforzare il sostegno e la protezione di imprenditori che denunciano il racket mafioso e delle loro famiglie. 

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L’interrogazione è stata cofirmata dai seguenti deputati: VALENTINA D’ORSO, MARIO PERANTONI, PIERA AIELLO, ANTONIO LOMBARDO, VITTORIA CASA, ANTONIO DEL MONACO, DEVIS DORI, VALENTINA PALMISANO, CATERINA LICATINI, CARMELA GRIPPA, ROBERTA ALAIMO.

Data invio: 07/03/2019

Interrogazione a risposta orale 3-00604 presentata da PENNA Leonardo Salvatore, testo di Martedì 12 marzo 2019, seduta n. 140

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