Tre buone ragioni per il referendum propositivo

Il mio intervento in Assemblea alla Camera dei Deputati

Presidente, solo per chiarire, specialmente dopo gli interventi dell’onorevole Sisto, che paventano l’incostituzionalità del provvedimento che ci troviamo a votare, e per riportare sinteticamente il parere della dottrina di un ordinario di diritto costituzionale, di cui citerò il nome, che usa tre argomenti per cui giudica positiva questa legge.

Prima di tutto il metodo, perché a differenza delle riforme, che lui definisce napoleoniche, di Berlusconi del 2005 e di Renzi del 2016, che avrebbero riscritto, la prima, 55 articoli, e la seconda, 40 articoli, questa volta si propone semplicemente la riscrittura dell’articolo 71 della Costituzione.

È poi una riforma che ha un metodo innovativo, perché si stanno accogliendo parecchi dei suggerimenti delle opposizioni, non è una scatola che si sta prendendo e si sta proponendo con la forza del voto, che pur ci sarebbe.

Terzo: consegna agli elettori queste schede in più. Le sue parole. Se abbiamo così paura delle decisioni popolari, tanto vale abolire le elezioni. Ma la democrazia diretta non è un veleno nel corpo della democrazia rappresentativa, al contrario, può rinvigorirla.

Poi, la sua terza motivazione a sostegno è la sincerità. A differenza di quello abrogativo che poneva sempre un grosso equivoco, anche perché quello abrogativo con le forbici riscriveva le leggi senza che fosse chiaro cosa stesse riscrivendo, qui si pone un quesito chiaro: vuoi questo o vuoi quest’altro? Vuoi questa legge o vuoi quell’altra che ha riscritto il Parlamento?

Quindi, io credo che questi timori, questi allarmi, davvero siano fuori luogo. Era il professor Ainis, così, tanto per completare l’informazione, che non mi pare sia uno che scrive le cose per simpatia verso i 5 Stelle, ma semplicemente per amore di dottrina e di studio.

Quindi, inviterei i colleghi ad usare toni meno apocalittici quando si parla di revisione costituzionale, perché davvero chi ci ascolta teme che siamo di fronte a un colpo, non di Stato, ma istituzionale, cioè che si stia attentando alla Costituzione, quando qui si sta assolvendo ad uno dei doveri dei parlamentari, quello di poter riscrivere un articolo della Costituzione seguendo le procedure che la Costituzione detta, quindi non volendo fare nessuna forzatura in merito (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

VIDEO DELL’INTERVENTO:

L’intervento in aula del portavoce alla Camera Leonardo Penna del MoVimento 5 Stelle sull’esame degli emendamenti sulle modifiche dell’articolo 71 della Costituzione, durante la seduta pomeridiana del 29 gennaio 2019.

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