Grandi specchi per le povere allodole

Proteste davanti Montecitorio

La riforma costituzionale della giustizia (separazione

delle carriere, doppio Csm,

obbligatorietà dell’azione penale, corte di disciplina per i magistrati,

inappellabilità delle sentenze di assoluzione, rapporto Pm e polizia giudiziaria,

eleggibilità delle toghe ordinarie) approvato in tutta fretta dal Consiglio dei

 

Ministri, più che tendere all’approvazione del testo per il quale occorre una

procedura rinforzata (doppia lettura, maggioranza dei due terzi per evitare il

referendum), serve a creare la giustificazione mediatica dello scontro tra

l’attuale Presidente del Consiglio e la Magistratura.

In sospetta coincidenza con i processi primaverili che lo vedono imputato per

reati disonorevoli si è voluto creare il pretesto (la prevedibile reazione dei

vertici della magistratura e delle opposizioni) per rappresentare agli occhi del

pubblico televisivo una nuova puntata della fiction in onda da anni a canali

riuniti. Non dunque un illustre imputato per reati commessi al di fuori delle

proprie pubbliche mansioni, ma il paladino della riforma, il fustigatore degli

eccessi, assalito dai poteri che si vogliono sottoporre a controllo. Non il potere

personale che da quasi venti anni piega le istituzioni a privati interessi, ma

l’uomo nuovo che sconfiggerà l’eterno suo nemico.

Ma le fiction per essere rappresentate non hanno solo bisogno di un protagonista.

Ci sono autori ma soprattutto narratori che si incaricano giorno dopo giorno di

manipolare la realtà come la trama di un romanzo a puntate. Agiscono solo su

comando, ordine preciso o nella quotidiana demolizione di ogni verità e di ogni

percezione reale dei problemi c’è il compiacimento dell’artista che vede

materializzarsi il suo capolavoro?

Gli uomini e le donne, professionisti raffinati, che diffondono il veleno della

menzogna sono soltanto esecutori o colpevoli a loro volta? Chi tra le opposizioni ha fatto

da sponda godendo di inimmaginabili ritorni mediatici è vittima o complice della

perfetta macchina di propaganda in azione in questi anni?

Il Sultano è lontano, dentro i suoi palazzi, esce per strada tra gli osanna di un

pubblico plaudente, è nudo ma nessuno osa dirlo.

Aldo Penna

Critica liberale

Sicilia Informazioni

Circolo Rosselli Milano

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