A caccia di (5) stelle

 

A caccia di (5) stelle.

La vittoria del Movimento 5 stelle, inattesa nelle dimensioni, ha provocato una scossa tellurica al sistema dei partiti tradizionali che la scala Mercalli indicherebbe come rovinosa o distruttiva. Dopo un tale fenomeno ci saremmo aspettati che il circuito mediatico si esercitasse nell’investigare le ragioni di questa affermazione e le proposte che hanno consentito a una formazione di divenire la prima lista del paese. I media italiani hanno

invece aperto la stagione di caccia agli strani individui che si apprestano a sbarcare nelle aule del Parlamento. Mentre si compilano classifiche sui titoli di studio, aree di lavoro, stato civile e fascia reddituale degli eletti di M5S nulla è dato di sapere sugli altri 800 componenti di Camera e Senato. Ma come se non bastasse i giornali e le tv ospitano ogni giorno uno scoop (vero o falso non importa), sulla dichiarazione del Tale, sulle preferenze del Tizio, con il fine, neanche nascosto, non di informare ma di gettare discredito.

 

I terremotati politici sono sbalorditi e increduli. Bersani nel resistibile intervento alla Direzione del Pd, piuttosto che ammette i propri errori e iniziare a misurare la distanza che li separa dal sentire quotidiano della gente, ha richiamato gli eletti 5S alla comune appartenenza nella casta: “siete onorevoli anche se vi fate chiamare cittadini”. Attribuendo al titolo un valore iniziatico, un salvacondotto per l’accesso nell’area dei privilegi, una corsia riservata che anche i Livellatori amici di Grillo devono riconoscere.

Invece di riconoscere la sconfitta del progetto, l’autosufficienza del Pd, ha ribadito con un orgoglio fuori luogo che il suo partito ha tre volte i parlamentari di Grillo e di Berlusconi. Pochi commentano che il movimento 5S oltre a essere la prima lista e anche la forza politica che al suo esordio ha raccolto di più. Più di Forza Italia nel 94, più dei Socialisti nelle prime elezioni libere del secondo dopoguerra, più dei Popolari di Sturzo al loro debutto nel 1919, più del Partito Nazionale Fascista che, nascosto dentro la lista Blocco Nazionale, si fermò nel 1921 a 32 deputati.

I giornalisti che si dilettano in questo nuovo sport farebbero bene ad abbandonare le sale d’attesa delle stanze del potere e cimentarsi nel misurare e rilevare gli umori di chi ogni giorno combatte la sua quotidiana battaglia per sopravvivere.

 

Come scriveva Yeats:

… essendo povero, ho soltanto sogni;
E i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
Cammina leggera, perché cammini sui miei sogni.

 

Un’invocazione che la casta politica farebbe bene a ricordare.

 

Aldo Penna

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