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Le sette piaghe del sud

Nel territorio dell’Unione Europea vi sono molte aree che hanno avuto problemi di forte insediamento criminale, gravi arretratezze economiche, labilità dello stato di diritto,  ma nessuno Stato della Comunità, tranne l’Italia, ha sul suo territorio questi problemi tutti insieme. Dallo storico Occidente che ha fondato l’Unione, ai nuovi paesi d’Oriente, inclusi dopo il disfacimento dell’Impero Sovietico, nessuno convive con questi flagelli. Dopo il tramonto della mafia marsigliese, il passaggio alla legalità dell’ETA e dell’IRA, la sconfitta del terrorismo armato in Germania, le uniche zone a sovranità limitata, dove il monopolio della forza si è trasformato in duopolio (un condominio tra Stato e crimine) è il Meridione d’Italia. Delle diseguaglianze nello sviluppo economico, nella qualità della vita, nel reddito pro capite e del compito di colmarle si occupa la Comunità Europea con programmi miliardari destinati alle regioni cosiddette sotto soglia. All’inizio della nuova programmazione solo due grandi macro aree restano sotto […]

La mafiosità della borghesia siciliana

Quanto è mafiosa la borghesia siciliana e quanta simpatia ispira ancora l’organizzazione criminale chiamata mafia o Cosa Nostra nelle classi dirigenti del sud? Un decennio fa all’inaugurazione dell’anno giudiziario, l’allora magistrato e attuale Presidente del Senato Piero Grasso, denunciava il ruolo ambiguo della borghesia delle professioni e dell’imprenditoria nel fornire logistica, intelligence e corpo diplomatico alla mafia. Da allora immensi patrimoni sono stati sequestrati e in parte confiscati. Decine di rappresentanti di quella borghesia sono finiti in carcere non solo per avere assolto i compiti loro tradizionalmente richiesti ma per essersi persino sostituiti ai boss nella guida dell’apparato militare. Ma qual è l’origine di questo legame che appare ancora saldo anche se inabissato? Quanto è forte la seduzione del male che porta vecchi e nuovi rappresentanti di quella classe a offrire i propri servigi? Vi sono ragioni antiche, la percezione di uno Stato lontano, di una legge non uguale per […]

Banca Etruria, non si uccidono così anche i cavalli?

L’azzeramento delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Marche, Carife e Carichieti, balzate all’onore delle cronache europee dopo il drammatico suicidio di Luigino D’Angelo, pone il problema delle truffe provenienti dal sistema finanziario e creditizio nel nostro paese che imperversano come una nuova peste, distruggendo risparmi e ricchezza e compromettendo la credibilità delle strutture di erogazione e controllo sul credito.

Parigi, Roma, Madrid, Londra la lunga guerra alla vita quotidiana

Le detonazioni, le grida, le sirene e il pianto sono uno scenario terribile, cui per fortuna non ci abituiamo, che sconvolge la vita quotidiana in tante parti del mondo coinvolgendo centinaia e, a volte, migliaia di uomini e donne inconsapevoli delle ragioni per le quali sono uccise. L’attentato di Parigi per numero di morti e l’indiscriminata scelta dei soggetti colpiti richiama stagioni lontane e, agli italiani, territorialmente molto prossime. Chi ricorda le due stragi dell’aeroporto di Fiumicino nel 1973 e poi nel 1985? Cinquanta morti, rivendicati il primo dal terrorismo non islamico ma nazionalista di Settembre Nero e il secondo da Abu Nidal un terrorista che operava come longa manus dei governi che lo proteggevano. In Italia tra quei due attentati ve ne sono decine di origine interna che hanno provocato centinaia di vittime: Stazione di Bologna, Italicus, Piazza della Loggia, episodi terribili che hanno segnato la vita civile del […]

Angelo Piero Cappello intervista Aldo Penna

Aldo viene da una importante storia di impegno sociale e politico: a metà tra socialismo e liberalismo, compreso tra aspirazioni di attenzione al sociale e aspirazioni liberali e libertarie, vive e lavora a Palermo dove attende anche alla sua attività di scrittore. E di Palermo, e della Sicilia tutta, sembra fatta la sua scrittura, non tanto sul piano del lessico quanto sul piano – come dire – “extralinguistico”: i paesaggi e i personaggi, le atmosfere, quel che di imprendibile e impalpabile si trasmette attraverso la narrazione, ecco, tutto questo nella scrittura di Penna è “siciliano”. Vi è una Sicilia, ma forse è meglio dire, per usare un termine caro a Sciascia, una “sicilianità” diffusa e permeante in quello che scrive. E in come lo scrive.   Single, un po’ arruffato nella vita e con le donne, indagini, desiderio quasi donchisciottesco di lotta al potere: Gaetano Flores sembra avere molti tratti […]

Funerali come messaggio e rappresentazione

Quando il magistrato Giuseppe Pignatone cominciò a parlare di mafia riferendosi alle attività criminali romane, in tanti storsero il muso dicendo che Procuratore della Repubblica di Roma, cresciuto professionalmente in Sicilia, vedeva mafia dove mai mafia c’era stata. E’ vero che nel passato gli uomini della banda della Magliana prestavano appoggi logistici ai mafiosi di rango che a vario titolo avevano soggiornato a Roma, ma non si poteva certo parlare di mafia, mancava la territorialità, il legame forte e profondo con una comunità più propensa a riconoscere l’autorità del Don che quella dello Stato. I legami con la politica poi, il vero tratto distinguente della mafia attraverso gli ultimi due secoli, erano discontinui, più frutto di subalternità o caducità morale di qualche politico di provincia che non il sistemico, gerarchico, vasto e ramificato legame che mafia e ‘ndrine hanno tenuto in piedi con i governi di tutti i colori. Quando […]