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Il nuovo che irrompe, il vecchio che non cambia

  C’è un momento in cui un sistema, un’organizzazione, o una nazione si trovano a un bivio e la scelta che faranno li porterà alla rinascita o al declino. I semi infetti nel caso italiano sono contenuti tutti nel trascorso ventennio. Iniziato con la demolizione della Prima Repubblica il sistema nato da quelle false ceneri ne è stato il continuatore in peggio piuttosto che il trasformatore. I mali invece di essere curati divennero endemia. La mazzetta in valigetta fu sostituita dalle partecipazioni azionarie, le cooptazioni dal nepotismo, i partiti dalle satrapie. Venti anni fa la grande stagione referendaria provò a cambiare i connotati al sistema: cancellazione del finanziamento pubblico e uninominale all’inglese invece del corrotto proporzionale. In trenta milioni gridarono, votando, la loro volontà di cambiamento. E’ finita come tutti sappiamo: introduzione del Porcellum e del multimilionario rimborso elettorale e la classe politica acquartierata dentro la fortezza dei privilegi e pronta a nuovi saccheggi, invece di cambiare. Anche le pulsioni antisistema che in quegli anni bussarono alle porte furono trasformate nella loro negazione. Il federalismo brandito dalla Lega come l’arma  finale che avrebbe sbaragliato i corrotti asserragliati nel palazzo divenne una serie di finte riforme che lasciarono via libera a […]

A caccia di (5) stelle

  A caccia di (5) stelle. La vittoria del Movimento 5 stelle, inattesa nelle dimensioni, ha provocato una scossa tellurica al sistema dei partiti tradizionali che la scala Mercalli indicherebbe come rovinosa o distruttiva. Dopo un tale fenomeno ci saremmo aspettati che il circuito mediatico si esercitasse nell’investigare le ragioni di questa affermazione e le proposte che hanno consentito a una formazione di divenire la prima lista del paese. I media italiani hanno invece aperto la stagione di caccia agli strani individui che si apprestano a sbarcare nelle aule del Parlamento. Mentre si compilano classifiche sui titoli di studio, aree di lavoro, stato civile e fascia reddituale degli eletti di M5S nulla è dato di sapere sugli altri 800 componenti di Camera e Senato. Ma come se non bastasse i giornali e le tv ospitano ogni giorno uno scoop (vero o falso non importa), sulla dichiarazione del Tale, sulle preferenze del Tizio, con il fine, neanche nascosto, non di informare ma di gettare discredito.   I terremotati politici sono sbalorditi e increduli. Bersani nel resistibile intervento alla Direzione del Pd, piuttosto che ammette i propri errori e iniziare a misurare la distanza che li separa dal sentire quotidiano della gente, […]

L’anticorpo mancante e i virus della democrazia

José Mujica, presidente dell’Uruguay, guadagna 9000 euro al mese ma ne tiene per sé  soltanto 1100 devolvendo gli altri in beneficenza. L’uomo più potente della terra, l’imperatore elettivo della Nuova Roma, gli Stati Uniti d’America, guadagna 287.000 euro l’anno ed è l’impiegato statale più pagato del suo paese. In Sicilia un dirigente regionale è andato in pensione con 1400 euro al giorno! Mentre i governatori di popolosi stati americani guadagnano 5000 euro al mese,  un senatore italiano appena eletto ne percepisce il triplo.     Perché succede tutto questo? Cosa differenzia l’Italia da altri paesi dove alle parole diminuzione dei privilegi seguono i fatti, mentre da noi I fatti vengono beffati cambiando nome al privilegio? Non può essere solo la combinazione disastrosa di una complicità di classe che conduce la quasi totalità del Parlamento, anche in tempo di carestie e vacche magre, a ricoprirsi d’oro. Come è possibile  l’equità  in un paese dove la nuova aristocrazia elettiva si attribuisce pensioni auree e lauti vitalizi alla maniera della nobiltà al tempo di Luigi XVI? Come mai le cifre dello scandalo vengono fuori e poi svaniscono nel silenzio compiacente dei media che, con poche e meritorie eccezioni, dimentica e si volta d’altra […]

Il segno forte del coraggio e l’evanescenza della viltà

  Li chiameremo solo con delle lettere maiuscole. Le  loro sono storie straordinarie e drammatiche. Uomini e donne che combattono ogni giorno, ragazzi e ragazze che navigano nel mare ostile dei sogni infranti. G  aveva poco più di 50 anni, senza lavoro da 6 mesi, le cartelle esattoriali lo perseguitavano, non aveva rinnovato l’assicurazione dell’auto, aveva preso un’altra multa. Lo scoramento ha vinto sui suoi sogni e ha deciso di spegnere la luce e fuggire dalla vita. Si era alzato come sempre, si era rasato, aveva salutato i vicini, accompagnato la moglie e poi, come ogni mattina, il tempo era divenuto un deserto troppo vasto da attraversare.  Si è lasciato penzolare dal balcone di casa sua. Come un grido, l’ultimo. Come monito, uno dei troppi che nessuno ascolta.     M ha perso il lavoro. Ha due figli, un affitto da pagare, il suo datore di lavoro lo aveva assunto in nero e non percepisce l’assegno di disoccupazione. Da mesi consuma biglietti d’auto e suole delle scarpe battendo i marciapiedi della città alla ricerca di una porta che finalmente si apra. R ed S sono una coppia fuggiti da Palermo in cerca di meglio. La nostalgia ha avuto il sopravvento […]

La sfida contro la disperazione

  Bloccato il ricorso alle urne per le Province da cancellare, il Governo regionale deve muoversi con passo veloce e tendere una mano alla disperazione che oramai si diffonde a macchia d’olio nei grandi centri devastati dalla crisi, e nelle piccole comunità dove l’economia domestica spesso sopperisce agli aiuti che non ci sono. La cronaca delle chiusure di attività economiche ha assunto il suono lugubre delle campane a morto per l’economia e per centinaia di famiglie che si ritrovano senza reddito e nessuna prospettiva di recuperarlo a breve.   Il sistema dei media si infiamma solo per le manifestazioni di piazza della Gesip o per la chiusura di alcune grosse imprese. Per le migliaia di negozi, esercizi commerciali, attività commerciali con pochi dipendenti c’è il silenzio. L’unica traccia, l’interminabile serie di saracinesche chiuse che oramai fa da sfondo alle vie del centro e della periferia. Strade buie, consumi nei market in calo, i pellegrinaggi quotidiani di decine di persone in cerca di lavoro nelle attività superstiti:tutti fatti che si consumano nell’indifferenza generale. Eppure alcune misure possono essere avviate da subito. Al pari degli interventi straordinari della Cassa integrazione, utilizzata per le imprese in crisi, il Governo regionale può chiedere il […]

Le magnifiche presenze

  La tempesta elettorale che si è abbattuta sull’Italia ha già prodotto alcuni risultati. L’elezione di due outsider alla terza e seconda carica dello Stato sono conseguenza diretta del nuovo clima originatosi dalle urne di febbraio. E gli effetti dureranno ancora. Avremo prima un Presidente della Repubblica e poi un Presidente del Consiglio. E le caratteristiche delle due figure non potranno che essere di discontinuità rispetto al passato. Nell’attesa che i segni si trasformino in realtà il Parlamento potrebbe essere messo in condizione di lavorare cominciando con l’insediamento delle commissioni permanenti. I nuovi presidenti possono farlo semplicemente applicando i regolamenti parlamentari. Ci sono poi alcune proposte di legge contenute nel programma del centrosinistra da trasformare in provvedimenti legislativi. Le cronache dei mesi scorsi ma anche degli anni passati sono lastricate di buone intenzioni smentite dai fatti. Il Porcellum ha dato i suoi frutti avvelenati per la seconda volta, oggi è possibile abolirlo e ritornare alla legge elettorale uscita dai referendum popolari del 93. Lo si vuole fare? Per la prima volta da tanti anni esiste una maggioranza per renderlo possibile. Dalla discesa in campo del signore delle Tv in Italia si parla di conflitto di interessi. Nella legislatura 1996 – […]