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INTERVISTA / “Il malore, la politica e l’amore”

Aldo Penna (M5s) racconta la sua sfida. E altro. “Salvini? Coabitazione necessaria. Orlando? Fa il prestigiatore”. di Roberto Puglisi  (LiveSicilia.it) Ciao, come stai? “Bene non posso ancora dirlo, meglio, però, sì”. Aldo Penna era un guerriero già qualche anno fa, quando l’ex giovane cronista che ora chiacchiera con lui, nell’atrio accogliente di un hotel, lo incrociò a Terrasini. Si celebrava un convegno di cui la memoria non ha trattenuto quasi nulla, se non labili frammenti, ma Aldo era sempre colui che si oppone, preferibilmente solitario. Infatti, in perfetta solitudine, srotolò uno striscione di protesta e lo esibì, prima che solerti inservienti glielo portassero via. E’ la sua storia, tra militanze, banchetti e rivendicazioni: quella di un uno che va contro il vento, nella direzione descritta da un pezzo famoso. E non è mai stata una esperienza facile, senza smottamenti. L’ultima frana qualche mese fa, in campagna elettorale, prima dell’elezione alla Camera […]

Tre buone ragioni per il referendum propositivo

Il mio intervento in Assemblea alla Camera dei Deputati Presidente, solo per chiarire, specialmente dopo gli interventi dell’onorevole Sisto, che paventano l’incostituzionalità del provvedimento che ci troviamo a votare, e per riportare sinteticamente il parere della dottrina di un ordinario di diritto costituzionale, di cui citerò il nome, che usa tre argomenti per cui giudica positiva questa legge. Prima di tutto il metodo, perché a differenza delle riforme, che lui definisce napoleoniche, di Berlusconi del 2005 e di Renzi del 2016, che avrebbero riscritto, la prima, 55 articoli, e la seconda, 40 articoli, questa volta si propone semplicemente la riscrittura dell’articolo 71 della Costituzione. È poi una riforma che ha un metodo innovativo, perché si stanno accogliendo parecchi dei suggerimenti delle opposizioni, non è una scatola che si sta prendendo e si sta proponendo con la forza del voto, che pur ci sarebbe. Terzo: consegna agli elettori queste schede in […]

Le nuove frontiere della mafia

Il nuovo meccanismo è più raffinato: si serve degli strumenti consentiti dalla legge, legge che viene piegata ai voleri di questo nuovo agire mafioso, e ha come risultato l’uscita dalle pubbliche casse di ingenti risorse che vanno ad arricchire la nuova mafia I meccanismi attraverso cui la mafia opera, come ci insegna la recente sentenza su Mafia Capitale, possono prescindere anche dalla dimensione militare, ma conseguire ugualmente i risultati che l’aggregato mafioso si prefigge, cioè l’arricchimento personale. Una delle nuove modalità che sta imperversando negli ultimi anni ha come protagonisti il metodo mafioso e come coprotagonisti la corruzione di uno o più funzionari pubblici e come passaggio ultimo l’esborso di molti milioni da parte delle amministrazioni. Questo metodo non viene applicato agli appalti o alle estorsioni come avveniva un tempo: qui non si avvicina più l’imprenditore per non farlo partecipare ad una gara o il vincitore di una gara per pretendere una tangente […]

Il mio primo intervento alla Camera dei Deputati

In memoria di Carlo Alberto Dalla Chiesa e Libero Grassi Carlo Alberto Dalla Chiesa e Libero Grassi sono morti a distanza di cinque giorni l’uno dall’altro nel calendario degli eroi immortali dell’antimafia: il primo nel 1982, il secondo nel 1991. Dalla Chiesa arrivò a Palermo dopo gli anni più sanguinosi che la storia della mafia e dell’antimafia abbia mai conosciuto: centinaia di morti tra le strade della città, squadroni della morte che si muovevano indisturbati con l’arroganza del potere e del denaro conquistato con i traffici di droga. La risposta dello Stato fu l’invio del Generale che aveva già arginato il terrorismo, ma, come spesso è accaduto nella storia di questo Paese, si individuò l’uomo giusto e poi lo si lasciò privo di mezzi, di uomini e risorse, e anche della scorta necessaria a proteggerlo. Senza incontrare ostacoli, un commando, cento giorni dopo il suo arrivo, lo trucidò insieme alla […]

La Sicilia dei sazi e quella dei digiuni mentre Musumeci e Miccichè stanno a guardare

Lo scambio di lettere tra Miccichè e padre Scordato ha il merito di porre all’attenzione non solo i giochi di Palazzo, come di solito accade il giorno dopo gli insediamenti di governo e presidenza dell’Ars, ma i problemi veri della Sicilia che spesso gli occupanti pro tempore dell’Ars dimenticano e i loro bracci operativi, i burocrati, non ricordano mai. Il dibattito sugli alti stipendi dell’Ars, complice la politica dello gnorri praticata a livello nazionale, è datato e mai risolto. La discussione sull’alto numero dei dirigenti regionali e sul loro costo complessivo, rituale e rinviata di continuo. Così mentre i “sazi” protestano e trovano difensori, i “diuni”, per dirla con Scordato, hanno difficoltà a trovare paladini che vadano oltre la solidarietà e inneschino meccanismi che cambino cosa li rende così distante dai sazi, e così difficile sfamarli nel loro bisogno non solo di cibo e alloggio ma soprattutto di dignità. Secondo […]