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Il sogno di unità politica del popolo curdo, i gravi ritardi dell’Europa

I telegiornali sono pieni della vicenda curda, ma che cosa ci insegna la vicenda curda? Ci insegna che c’è un popolo che da decenni insegue il sogno di un’unità politica e di un luogo dove poter costruire il proprio futuro. Ci insegna anche che l’Europa è in grave ritardo come ruolo internazionale e infatti si fa sopravanzare da eserciti regionali e da politiche lontane dai suoi interessi.Se c’è una conseguenza delle vicende del medio-oriente, sono la guerra siriana e l’enorme flusso di profughi che è affluito in Europa, mentre con un ruolo politico più deciso dell’Unione Europea noi tutto questo avremmo potuto evitarlo.Per la vicenda curda occorrerebbe accelerare il processo di ricostruzione di un esercito europeo, come occorrerebbe anche rilanciare la politica estera europea in termini unitari e soprattutto in termini di interesse dell’Unione, non solo in difesa dei diritti civili, ma in difesa del ruolo che in futuro i popoli avranno nei loro luoghi per potere favorire processi di pace che annullino sia le difficoltà economiche in cui versa gran parte del mondo extraeuropeo, sia la spinta alle correnti migratorie che stanno ponendo dei gravi problemi politici interni all’Unione e ai suoi singoli stati.

Taglio dei parlamentari: promessa mantenuta!

Una giornata da ricordare.Pochi minuti fa abbiamo approvato il taglio di 345 parlamentari, un fatto storico! In questi ultimi vent’anni, altri politici hanno tentato di tagliare i parlamentari, ma non ci erano mai riusciti. Il Movimento cinque stelle è riuscito in questa operazione: il voto è stato trasversale, interessando la maggioranza e tutte le opposizioni. Tutti sanno infatti che è una di quelle misure simboliche che dimostra che la Politica sa cambiare, sa riformarsi, anche quando ciò potrebbe essere contrario ai propri interessi. Una parte dei parlamentari che oggi hanno votato a favore, probabilmente non saranno rieletti in questa Assemblea, ma il loro voto dimostra che la tensione politica va oltre gli interessi individuali e di gruppo e che si può riuscire a dimostrare che c’è un piccolo fuoco di speranza che alla fine, oltre al taglio dei parlamentari, si possano fare buoni provvedimenti negli interesse della gente.

Interrogazione sui ritardi nell’attuazione della legge 219/2017 (Testamento biologico)

Ho depositato un’interrogazione al Ministro della Salute, Roberto Speranza, per sollecitare la piena applicazione della legge 219/2017 sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento (DAT), più comunemente note come testamento biologico. In breve, a 17 mesi dall’entrata in vigore della legge, ciò che manca oggi è una banca dati nazionale, prevista dalla legge, che consenta di rendere accessibili le DAT anche fuori dal comune di deposito; si attendono, ancora, l’annuale relazione al Parlamento da parte del Ministro, sull’applicazione della legge e le relative statistiche e anche la campagna informativa tramite i canali mediatici consueti. TESTO DELL’INTERROGAZIONE DEPOSITATA: INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA    — Al Ministro delle Salute. — Per sapere – premesso che: in violazione della legge 219/2017, art. 8, il Ministero della Salute non ha ancora presentato la relazione annuale al Parlamento, contenente i dati ufficiali sulle disposizioni anticipate di trattamento depositate; ai sensi della legge 219/2017 chiunque ha il diritto di richiedere l’interruzione delle terapie, ivi comprese quelle salvavita; qualsiasi persona maggiorenne e capace di autodeterminarsi può depositare e veder rispettate le proprie disposizioni anticipate di trattamento (DAT); nei casi in cui le DAT non siano state depositate ma vi siano stati colloqui con la persona prima che […]

Il mio saluto al XVI Congresso dell’Associazione Luca Coscioni

Si svolge a Bari, presso l’Università degli Studi, il XVI congresso dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, di cui faccio parte. Non potendo essere presente, ho voluto comunque inviare un messaggio di saluto ai congressisti. ________________ ROMA, 5 ottobre 2019 Cara Filomena, caro Marco,Care e cari amici dell’Associazione Luca Coscioni, i miei saluti affettuosi e gli auguri di buon lavoro per il XVI Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, associazione di cui mi onoro di essere parte. Oggi vi avrei raggiunto volentieri, ma le difficoltà logistiche legate alla recente acquisita disabilità, mi impediscono di muovermi come vorrei; tuttavia vi seguo attraverso la cronaca e l’audio dei vostri interventi e sempre più mi convinco che la democrazia italiana ha bisogno di una sentinella dei diritti, attenta e reattiva, ma anche della vostra (della nostra) nostra capacità di fare rete, costruire alleanze sulle diversità ma anche su quel filo comune che tiene insieme storie diverse per aumentare gli spazi di libertà e partecipazione per una società che a volte guarda se stessa e si scopre ipnotizzata da antichi inganni. Come ho già annunciato il 19 settembre dal palco del bellissimo concerto dedicato alla libertà di essere liberi fino alla fine, rinnovo […]

Il 25 settembre

Il 25 settembre di quarant’anni, a Palermo, fa la mafia uccise con un agguato di tipo militare il giudice Cesare Terranova e il maresciallo di pubblica sicurezza, Lenin Mancuso. La mafia arrembante di quegli anni non sopportava ostacoli sul suo cammino e quando non riusciva a rimuoverli con la tecnica del “promuovere per rimuovere” li spazzava via con l’omicidio. Stessa tecnica e con eguali motivazioni, l’agguato compiuto lo stesso giorno di qualche anno dopo, contro il giudice Antonino Saetta che causò anche la morte del figlio Stefano che lo accompagnava. In quegli anni la mafia era abituata a giudici compiacenti che, specialmente in Cassazione (vedi il caso di Carnevale), cancellavano le condanne che i tribunali e le Corti d’Assise comminavano ai boss mafiosi. La cupola non sopportò che un giudice resistesse alle pressioni e li condannasse a decenni di carcere e ad alcuni ergastoli, così, ancora una volta, lungo una strada dell’entroterra siciliano, decretò che quel giudice dovesse morire. La similitudine tra i due omicidi è data sia dal fatto che le vittime di questi attentati furono due giudici che non si piegarono mai né alle minacce, né alle intimidazioni, né alle blandizie, sia sul fronte degli assassini dalla sicurezza […]

Fermare la violenza neofascista, difendere la Repubblica nata dalla Resistenza

I saluti romani presenti in abbondanza nella piazza convocata da Meloni e Salvini sono la spia di una destra insorgente che occorre con immediatezza bloccare, prima che prenda coraggio e faccia il salto di qualità verso la violenza.Facebook ha fatto bene a cancellare account trasudanti odio e violenza, dimostrando il coraggio e la fermezza che chiediamo anche alla nuova ministra degli interni, a partire dalla disposizione di sgombero dell’immobile occupato da Casapound a Roma, oltre ad accertare se ricorrano gli estremi per l’avvio della pratica che conduca allo scioglimento di organizzazioni che esplicitamente si richiamano al fascismo e alla violenza squadrista.I simboli fascisti, del resto, negli ultimi tempi stanno riacquistando abitudini alla normalità e cittadinanza: occorre fermare e respingere questo processo e fare in modo che la Repubblica nata dall’antifascismo e dalla Resistenza debelli i virus prima che questi la infettino per la seconda volta.Di fronte agli inquietanti cori inneggianti al Duce stare in silenzio significa accettare come folklore quello che invece è una spia pericolosa di esaltazione del metodo violento, ancor di più se manifestato davanti il Parlamento. La notizia: https://bit.ly/2kbgwBu