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Fine vita. Il ministro D’incà sollecita l’azione del Parlamento

È da oltre un anno, da quando cioè la Corte Costituzionale si è sostituita al legislatore dichiarando di fatto superato l’articolo 580 del Codice penale che punisce l’aiuto al suicidio in determinate condizioni, che il Parlamento cerca, senza troppa voglia, di arrivare a un punto di approdo. Eppure la Corte era stata chiara, assegnando un anno per dare vita a un nuovo impianto legislativo. Bene ha fatto il ministro D’Incà a porre il problema, annunciando opera di “moral suasion” nei confronti del Parlamento, perché renda legge i principi contenuti nella sentenza della Suprema Corte. La commissione Affari Sociali della Camera dei deputati ha lungamente lavorato a un testo condiviso, da cui si può, in tempi brevi, ripartire: si tratta con coraggio di buttare il cuore oltre l’ostacolo e far approdare la proposta di legge in Aula. Il Comunicato dell’@associazione_luca_coscioni: https://bit.ly/2N5g42q

Umbria nera. Il primo atto della giunta leghista: negare l’accesso all’aborto.

È notizia di queste ore la decisione della giunta regionale umbra, guidata da Donatella Tesei della Lega, governatrice vicina ad organizzazioni antiabortiste e ultracattoliche, di vietare del tutto gli aborti farmacologici e in day hospital, previsti dalla legge 194/1978.La giustificazione addotta è quella di “non lasciare completamente sola” la donna anche di fronte a “eventuali rischi”, ma già da qualche settimana i partiti d’opposizione e diverse associazioni hanno denunciato come in Umbria oggi sembra esserci un “percorso ad ostacoli per ottenere l’azione farmacologica” e un “gravissimo ritorno indietro, che mette in pericolo il diritto alla salute e all’autodeterminazione delle donne”: del resto, il solo ricovero ospedaliero per effettuare un’IVG pone, al momento, non pochi problemi e rischi.Per queste ragioni ho indirizzato una lettera al Ministro della Salute per chiedere un atto ispettivo del Ministero, volto a tutelare il pieno rispetto di una legge dello Stato e i diritti delle donne, sollecitandolo […]

100 parlamentari per la cannabis legale

Ho sottoscritto insieme a oltre 100 parlamentari aderenti all’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis una lettera al Presidente Conte perché all’interno degli Stati generali si prenda in esame l’annoso problema dell’insufficiente produzione di cannabis per fini terapeutici e della filiera della canapa industriale, pronta a giocare un grande ruolo nella transizione ecologica della economia italiana e infine sulla necessità di rivedere la legislazione sulla cannabis, per restituire al circuito della legalità e dell’economia una pratica che nel mondo sempre più ha intrapreso un percorso di legalizzazione. Leggi il testo integrale

Fase 3. Decreto Rilancio: a Palermo e Napoli imprenditori vessati da burocrazie comunali.

Insieme ad alcuni colleghi del M5S ho presentato un’interrogazione rivolta al Ministro dello Sviluppo economico, a proposito delle farraginose procedure burocratiche adottate dai comuni di Palermo e Napoli per le concessioni di occupazione di suolo pubblico ovvero di ampliamento delle superfici già concesse agli esercenti (ristoranti, bar…) previste dal Decreto Rilancio (art. 181, comma 3). Contrariamente al dettato normativo che prevede una robusta e sostanziale semplificazione e sburocratizzazione delle procedure, questi Comuni, a differenza di molti altri che stanno ben applicando la norma, chiedono agli esercenti di allegare alla domanda di ampliamento di suolo pubblico, oltre ai documenti indicati nel decreto, anche una perizia asseverata, con aggravio di costi sui titolari di imprese di pubblico esercizio e titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzo di suolo pubblico. Per queste ragioni abbiamo chiesto al Ministro Patuanelli di chiarire se l’atteggiamento di questi Comuni non sia, com’è evidente, del tutto incoerente […]