Antimafia

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I beni confiscati alla mafia a vantaggio dei cittadini

7 novembre 2019 – Ultimo appuntamento degli incontri di #AutunnoInMoVimento, la sala delle Carrozze di Villa Niscemi a Palermo ha ospitato l’incontro «La gestione trasparente ed efficiente dei beni confiscati alla mafia a vantaggio dei cittadini e delle comunità locali» con gli interventi di: Leonardo Aldo Penna, deputato M5S;Piera Aiello, deputata M5S, Commissione Antimafia;Francesco Danese, segretario generale Filca Cisl Palermo e Trapani;Piero Ceraulo, segretario generale Fillea Cgil Palermo;Filippo Parrino, presidente di Legacoop Sicilia;Virgilio Bellomo, Amministratore Giudiziario;Tano Grasso, Presidente onorario Federazione Antiracket Italiana. In Sicilia vi è il record di patrimoni confiscati alla mafia, tuttavia sull’uso sociale di questi beni nel recente passato si è stagliata pesante l’ombra dell’interesse di chi era preposto alla vigilanza e alla tutela. Occorre arrivare, anche innovando gli strumenti legislativi, a garantire una gestione trasparente e democratica dei beni che la mafia ha sottratto al popolo siciliano, prevedendo da un lato un diffuso uso sociale e […]

Il 25 settembre

Il 25 settembre di quarant’anni, a Palermo, fa la mafia uccise con un agguato di tipo militare il giudice Cesare Terranova e il maresciallo di pubblica sicurezza, Lenin Mancuso. La mafia arrembante di quegli anni non sopportava ostacoli sul suo cammino e quando non riusciva a rimuoverli con la tecnica del “promuovere per rimuovere” li spazzava via con l’omicidio. Stessa tecnica e con eguali motivazioni, l’agguato compiuto lo stesso giorno di qualche anno dopo, contro il giudice Antonino Saetta che causò anche la morte del figlio Stefano che lo accompagnava. In quegli anni la mafia era abituata a giudici compiacenti che, specialmente in Cassazione (vedi il caso di Carnevale), cancellavano le condanne che i tribunali e le Corti d’Assise comminavano ai boss mafiosi. La cupola non sopportò che un giudice resistesse alle pressioni e li condannasse a decenni di carcere e ad alcuni ergastoli, così, ancora una volta, lungo una […]

Mafia. Grave lo stop a rimborso spese legali nelle cause contro gli estorsori

Il movimento antiracket che tanta parte sta avendo nella liberazione di vasti territori dal ricatto mafioso ha subito una battuta d’arresto provocata da una circolare ministeriale interpretativa della legge 512/99, legge che ha istituito il fondo per il risarcimento delle vittime e la copertura delle spese legali. La circolare ministeriale (ufficio vittime mafie) risale al 18 Gennaio e traccia un nuovo orientamento amministrativo che – come da mesi denunciano le associazioni antiracket – sta minando le basi e la ratio di una legge considerata un baluardo legislativo nella lotta alla mafia e nell’attività di assistenza alla vittime. Con questo atto incomprensibile è stato dato “un colpo di spugna all’attività di supporto processuale svolta dagli avvocati che hanno assistito negli ultimi anni e in molti processi decine di vittime di mafia ed estorsione.” A molte di esse, infatti, non saranno più riconosciute dallo Stato le spese legali, così come invece è […]

Piera Aiello in pericolo, porre urgente rimedio

La notizia, diffusa stamani dalla deputata e testimone di giustizia Piera Aiello, riguardante la violazione delle procedure di riservatezza nell’ambito di un decreto interministeriale contenente dati sensibili sulla sua persona e sui suoi familiari, ha prodotto una situazione di oggettivo e potenziale pericolo rispetto al quale, nonostante i ripetuti appelli di Piera Aiello, non si è posto ancora rimedio. Ci appelliamo con urgenza al riconfermato Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e al Ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, perché si rimedi a questo grave vulnus e si ridia certezza dei propri diritti e tranquillità a Piera Aiello, alla sua famiglia e a tutti i testimoni di giustizia, sulla cui tutela e incolumità lo Stato ha fondato buona parte dei suoi successi nella lotta alla mafia.