Palermo

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Mafia. Grave lo stop a rimborso spese legali nelle cause contro gli estorsori

Il movimento antiracket che tanta parte sta avendo nella liberazione di vasti territori dal ricatto mafioso ha subito una battuta d’arresto provocata da una circolare ministeriale interpretativa della legge 512/99, legge che ha istituito il fondo per il risarcimento delle vittime e la copertura delle spese legali. La circolare ministeriale (ufficio vittime mafie) risale al 18 Gennaio e traccia un nuovo orientamento amministrativo che – come da mesi denunciano le associazioni antiracket – sta minando le basi e la ratio di una legge considerata un baluardo legislativo nella lotta alla mafia e nell’attività di assistenza alla vittime. Con questo atto incomprensibile è stato dato “un colpo di spugna all’attività di supporto processuale svolta dagli avvocati che hanno assistito negli ultimi anni e in molti processi decine di vittime di mafia ed estorsione.” A molte di esse, infatti, non saranno più riconosciute dallo Stato le spese legali, così come invece è previsto fin qui, nonostante tali spese siano state stabilite da sentenze.  Si propone, invece, un riconoscimento diretto esclusivamente alle vittime, che dunque dovrebbero tornare ad anticipare le spese legali nelle cause intentate contro gli estorsori. L’effetto della circolare nel medio è lungo termine sarà dunque quello di scoraggiare le denunce […]

29 AGOSTO. LIBERO GRASSI E LA BATTAGLIA CONTRO IL RACKET MAFIOSO: INDIETRO NON SI TORNA

28 anni. Come i grani di un rosario gli anni scorrono, ma il ricordo non sbiadisce. Gli amici del «geometra Anzalone», il nomignolo con cui gli estorsori di Libero Grassi si presentavano nelle telefonate di minaccia, non immaginavano la valanga che li avrebbe travolti. Nel 1991 Riina, Provenzano e i maggiori capi della mafia erano fuori dalle galere, mantenevano il territorio sotto un tallone di ferro e volevano una Sicilia sottomessa, le attività economiche e gli imprenditori come vacche da mungere o agnelli da sacrificare alle loro divinità sanguinarie. I patrimoni erano intatti, una parte cospicua dei professionisti sgomitavano per servirli, non pochi politici li frequentavano esibendo, più o meno riservatamente, le appartenenze. Poi arriva la ribellione di Libero che non si limita a non pagare, va in televisione, scrive ai giornali, spiega che «se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo». Parla di voti, elezioni, qualità della politica: «La prima cosa che controlla la mafia è il voto… A una cattiva raccolta di voti corrisponde una cattiva democrazia… se i politici hanno un cattivo consenso faranno delle cattive leggi»: il manifesto di una rivoluzione, […]

In sciopero della fame, per il Parco Libero Grassi

Da oggi, per i prossimi giorni, inizio uno sciopero della fame per sollecitare l’amministrazione comunale sulla necessità di velocizzare i tempi per la presentazione del progetto del bando di bonifica e disinquinamento del parco pubblico nell’ex discarica «Acqua dei Corsari» intitolato a «Libero Grassi». Libero ha rappresentato e rappresenta il riscatto e la ribellione alla tracotanza mafiosa e perciò è importante aprire alla pubblica fruizione quel parco che porta il suo nome, perché quella zona della città inerme, così come tutte le altre periferie, seguano il suo esempio, liberandosi dall’influenza culturale della mafia, riaffermando i valori di libertà e democrazia.