Palermo

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Fase 3. Decreto Rilancio: a Palermo e Napoli imprenditori vessati da burocrazie comunali.

Insieme ad alcuni colleghi del M5S ho presentato un’interrogazione rivolta al Ministro dello Sviluppo economico, a proposito delle farraginose procedure burocratiche adottate dai comuni di Palermo e Napoli per le concessioni di occupazione di suolo pubblico ovvero di ampliamento delle superfici già concesse agli esercenti (ristoranti, bar…) previste dal Decreto Rilancio (art. 181, comma 3). Contrariamente al dettato normativo che prevede una robusta e sostanziale semplificazione e sburocratizzazione delle procedure, questi Comuni, a differenza di molti altri che stanno ben applicando la norma, chiedono agli esercenti di allegare alla domanda di ampliamento di suolo pubblico, oltre ai documenti indicati nel decreto, anche una perizia asseverata, con aggravio di costi sui titolari di imprese di pubblico esercizio e titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzo di suolo pubblico. Per queste ragioni abbiamo chiesto al Ministro Patuanelli di chiarire se l’atteggiamento di questi Comuni non sia, com’è evidente, del tutto incoerente […]

Rilanciare gli esercizi commerciali al tempo del Covid19.

Esercizi pubblici, suolo pubblico e proposte per rilanciare le attività commerciali di Palermo nella fase 2 dell’emergenza Covid19: vi aspetto per un incontro online sulla piattaforma Zoom con i portavoce del Movimento 5 stelle al Comune di Palermo Antonino Randazzo, Viviana Lo Monaco, venerdì 8 maggio dalle ore 17.30. Rivedi l’incontro:

L’uomo che spaventò la mafia

Pio La Torre, deputato eletto nelle liste del PCI, fu un inflessibile e acuto nemico della mafia: come Dalla Chiesa terrorizzò i mafiosi per i suoi precedenti successi contro il terrorismo, anche Pio La Torre aveva impaurito e fatto adirare i vertici di Cosa Nostra. La sua proposta di legge del 30 Marzo 1980, sulla confisca dei patrimoni mafiosi e l’introduzione del reato di associazione mafiosa, si sarebbe rivelata un’arma letale contro la mafia e per lui, come successivamente per Dalla Chiesa, le cosche progettarono la vendetta: vile come spesso sono le vendette mafiose e spettacolari, per essere da monito agli altri coraggiosi che stavano ingrossando le fila della vera lotta a Cosa Nostra. Il 30 aprile 1982 uccisero La Torre e il suo storico collaboratore Rosario Di Salvo, ma il fronte antimafia comprese che, oltre la repressione, la mafia andava colpita nelle sue ricchezze. Le tragiche uccisioni, nel volgere […]