Portavoce alla Camera dei Deputati

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Il mio ricordo di Sandro Pertini

Nel 41simo anniversario, il 9 Luglio 1978, della sua elezione a Presidente della Repubblica, ho voluto ricordare nel corso di un intervento alla Camera dei Deputati la figura, per me e per tanti, esemplare di Sandro Pertini. Quarantuno anni fa, il 9 Luglio 1978 iniziava il mandato di uno dei più grandi Presidenti che la nostra Repubblica abbia mai conosciuto, Sandro Pertini. Antifascista e perciò imprigionato, partigiano nella Resistenza, figura di riferimento del movimento operaio, riuscì, con la sua forte personalità, la sua empatia, ad annullare la distanza tra il Palazzo e i cittadini, trasformando un’istituzione nata come prolungamento dell’istituto monarchico in democratica, aprendo il Palazzo del Quirinale ai cittadini, soprattutto ai giovani, e divenendo il modello non solo per i suoi successori, ma per molti che da allora si impegnano nelle Istituzioni. In questo anniversario mi piace ricordare Pertini con le sue stesse celebri parole ancora attualissime. Nel corso di uno dei consueti incontri al Quirinale con i giovani, Pertini ammonì: “Oggi la nuova Resistenza in che cosa consiste? Ecco, l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato, di difendere la Repubblica e la Democrazia. Oggi, ci vogliono due qualità: l’onestà e il coraggio…l’onestà… E quindi […]

Il mio impegno per Giulio Regeni

Sarò uno dei sette componenti per il MoVimento 5 Stelle della Commissione monocamerale d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni.Così hanno decretato, con un voto svoltosi giovedì 30 Maggio, i miei colleghi portavoce alla Camera dei Deputati e io cercherò davvero di fare del mio meglio per restituire verità e giustizia a Giulio, alla sua famiglia e a tutti quelli che in questi anni hanno lottato per questo. #veritàegiustiziapergiulioregeni

Per le battaglie vinte e per quelle da vincere.

Quando si perde una battaglia, dopo averne vinte tante, non serve cambiare generale: si verifica, piuttosto, se gli alleati in campo ci sono, se di loro puoi fidarti, se lo stato maggiore è idoneo a reggere lo scontro, se occorre cambiare tattica e strategia, magari facendo appello all’intelligenza diffusa che c’è ed è viva. E se il popolo nel nome del quale combattiamo e affrontiamo pericoli e insidie non ci ha capito, ci spiegheremo meglio. In questo momento di difficoltà, l’ultima cosa che dobbiamo fare è cedere alle paure e dare la possibilità a chi ci avversa di dividerci distruggerci.Manteniamo i nervi saldi e alta la vigilanza. Affrontiamo con la dovuta serenità questo momento e prepariamoci, adeguando equipaggiamenti e mosse, alle prossime, tante battaglie e vittorie che ci attendono, nel nome di questo bistrattato popolo italiano.