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Tre buone ragioni per il referendum propositivo

Il mio intervento in Assemblea alla Camera dei Deputati Presidente, solo per chiarire, specialmente dopo gli interventi dell’onorevole Sisto, che paventano l’incostituzionalità del provvedimento che ci troviamo a votare, e per riportare sinteticamente il parere della dottrina di un ordinario di diritto costituzionale, di cui citerò il nome, che usa tre argomenti per cui giudica positiva questa legge. Prima di tutto il metodo, perché a differenza delle riforme, che lui definisce napoleoniche, di Berlusconi del 2005 e di Renzi del 2016, che avrebbero riscritto, la prima, 55 articoli, e la seconda, 40 articoli, questa volta si propone semplicemente la riscrittura dell’articolo 71 della Costituzione. È poi una riforma che ha un metodo innovativo, perché si stanno accogliendo parecchi dei suggerimenti delle opposizioni, non è una scatola che si sta prendendo e si sta proponendo con la forza del voto, che pur ci sarebbe. Terzo: consegna agli elettori queste schede in più. Le sue parole. Se abbiamo così paura delle decisioni popolari, tanto vale abolire le elezioni. Ma la democrazia diretta non è un veleno nel corpo della democrazia rappresentativa, al contrario, può rinvigorirla. Poi, la sua terza motivazione a sostegno è la sincerità. A differenza di quello abrogativo che poneva […]

Il mio primo intervento alla Camera dei Deputati

In memoria di Carlo Alberto Dalla Chiesa e Libero Grassi Carlo Alberto Dalla Chiesa e Libero Grassi sono morti a distanza di cinque giorni l’uno dall’altro nel calendario degli eroi immortali dell’antimafia: il primo nel 1982, il secondo nel 1991. Dalla Chiesa arrivò a Palermo dopo gli anni più sanguinosi che la storia della mafia e dell’antimafia abbia mai conosciuto: centinaia di morti tra le strade della città, squadroni della morte che si muovevano indisturbati con l’arroganza del potere e del denaro conquistato con i traffici di droga. La risposta dello Stato fu l’invio del Generale che aveva già arginato il terrorismo, ma, come spesso è accaduto nella storia di questo Paese, si individuò l’uomo giusto e poi lo si lasciò privo di mezzi, di uomini e risorse, e anche della scorta necessaria a proteggerlo. Senza incontrare ostacoli, un commando, cento giorni dopo il suo arrivo, lo trucidò insieme alla moglie e a un agente della scorta in una delle principali strade della città e, in estremo sfregio, il commando, alla fine, lanciò in aria i caschi prima di fuggire. Solo dopo le tragedie si corre ai ripari e così la legge Rognoni-La Torre, che dormiva sonni tranquilli qui alla […]