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La Sicilia dei sazi e quella dei digiuni mentre Musumeci e Miccichè stanno a guardare

Lo scambio di lettere tra Miccichè e padre Scordato ha il merito di porre all’attenzione non solo i giochi di Palazzo, come di solito accade il giorno dopo gli insediamenti di governo e presidenza dell’Ars, ma i problemi veri della Sicilia che spesso gli occupanti pro tempore dell’Ars dimenticano e i loro bracci operativi, i burocrati, non ricordano mai. Il dibattito sugli alti stipendi dell’Ars, complice la politica dello gnorri praticata a livello nazionale, è datato e mai risolto. La discussione sull’alto numero dei dirigenti regionali e sul loro costo complessivo, rituale e rinviata di continuo. Così mentre i “sazi” protestano e trovano difensori, i “diuni”, per dirla con Scordato, hanno difficoltà a trovare paladini che vadano oltre la solidarietà e inneschino meccanismi che cambino cosa li rende così distante dai sazi, e così difficile sfamarli nel loro bisogno non solo di cibo e alloggio ma soprattutto di dignità. Secondo l’Istat oltre il 55% per cento della popolazione siciliana vive con un reddito inferiore al 60% della media nazionale e a evidente rischio povertà, dieci punti in più delle regioni “sorelle” Campania e Puglia ma non pare che questo turbi i sogni di qualcuno che conta o abbia innescato un […]