Emergenza incendi in Sicilia: è tempo di fare luce sugli appalti regionali

Nell’estate del 2016 un informato Crocetta additava gli ambienti della Protezione civile come responsabili di una sorta di induzione agli incendi; così come nei ritardi e negli ostacoli alle convenzioni con Protezione civile e Vigilo del fuoco una robusta spinta verso gli appalti per lo spegnimento. A differenza di Musumeci che, bontà sua, è rimasto agli incendi per i pascoli e pensa soltanto a offrirsi da stampella al grande partito del nord, almeno il trascorso presidente si sforzava di individuare le nuove e più raffinate cause di questi incendi dolosi. Come non sottolineare, del resto, l’inquietante coincidenza del mancato decollo dell’appalto per la flotta aerea e il divampare violento degli incendi stessi. Già nel 2014, del resto, una fonte anonima, proveniente dal mondo dei forestali, in un blog a commento di un articolo, chiese di chiese di andare a guardare l’appalto milionario per la flotta aerea antincendio di cui la Sicilia per legge ogni anno deve dotarsi.Un appello che va raccolto: per questo chiederò nelle prossime ore, ai portavoce regionali, un accesso agli atti.

Il mio ricordo di Sandro Pertini

Nel 41simo anniversario, il 9 Luglio 1978, della sua elezione a Presidente della Repubblica, ho voluto ricordare nel corso di un intervento alla Camera dei Deputati la figura, per me e per tanti, esemplare di Sandro Pertini. Quarantuno anni fa, il 9 Luglio 1978 iniziava il mandato di uno dei più grandi Presidenti che la nostra Repubblica abbia mai conosciuto, Sandro Pertini. Antifascista e perciò imprigionato, partigiano nella Resistenza, figura di riferimento del movimento operaio, riuscì, con la sua forte personalità, la sua empatia, ad annullare la distanza tra il Palazzo e i cittadini, trasformando un’istituzione nata come prolungamento dell’istituto monarchico in democratica, aprendo il Palazzo del Quirinale ai cittadini, soprattutto ai giovani, e divenendo il modello non solo per i suoi successori, ma per molti che da allora si impegnano nelle Istituzioni. In questo anniversario mi piace ricordare Pertini con le sue stesse celebri parole ancora attualissime. Nel corso di uno dei consueti incontri al Quirinale con i giovani, Pertini ammonì: “Oggi la nuova Resistenza in che cosa consiste? Ecco, l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato, di difendere la Repubblica e la Democrazia. Oggi, ci vogliono due qualità: l’onestà e il coraggio…l’onestà… E quindi […]

Il mio impegno per Giulio Regeni

Sarò uno dei sette componenti per il MoVimento 5 Stelle della Commissione monocamerale d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni.Così hanno decretato, con un voto svoltosi giovedì 30 Maggio, i miei colleghi portavoce alla Camera dei Deputati e io cercherò davvero di fare del mio meglio per restituire verità e giustizia a Giulio, alla sua famiglia e a tutti quelli che in questi anni hanno lottato per questo. #veritàegiustiziapergiulioregeni

Per le battaglie vinte e per quelle da vincere.

Quando si perde una battaglia, dopo averne vinte tante, non serve cambiare generale: si verifica, piuttosto, se gli alleati in campo ci sono, se di loro puoi fidarti, se lo stato maggiore è idoneo a reggere lo scontro, se occorre cambiare tattica e strategia, magari facendo appello all’intelligenza diffusa che c’è ed è viva. E se il popolo nel nome del quale combattiamo e affrontiamo pericoli e insidie non ci ha capito, ci spiegheremo meglio. In questo momento di difficoltà, l’ultima cosa che dobbiamo fare è cedere alle paure e dare la possibilità a chi ci avversa di dividerci distruggerci.Manteniamo i nervi saldi e alta la vigilanza. Affrontiamo con la dovuta serenità questo momento e prepariamoci, adeguando equipaggiamenti e mosse, alle prossime, tante battaglie e vittorie che ci attendono, nel nome di questo bistrattato popolo italiano.

23 Maggio: Contano le azioni, non le parole.

Oggi ho partecipato, come da ventisette anni a questa parte, alla commemorazione della strage mafiosa di Capaci del 23 Maggio 1992 in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Anche quest’anno ho portato un omaggio riconoscente ad un eroe moderno che prima e meglio di tanti, insieme a Paolo Borsellino, ha compreso la pericolosità del progetto eversivo della mafia di corrompere ampi settori della vita pubblica per potersi arricchire in maniera indisturbata.Diceva Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”Oggi, come si può far camminare le idee di Giovanni Falcone sulle nostre gambe, facendo tesoro, dentro e fuori le istituzioni, della sua lezione di acuto e inflessibile nemico di Cosa Nostra?La risposta credo risieda nella capacità di non limitarsi alle rituali, per quanto doverose, commemorazioni, ma in quella piuttosto di trovare nuove forme di iniziativa privata e pubblica, per scovare le nuove forme con cui le mafie agiscono e continuano, sottotraccia, ad inquinare la vita democratica e quella economica del nostro Paese.Il “follow the money” di Falcone è una lezione ancora valida: […]